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Omicidio di Pierina Paganelli a Rimini

Omicidio Pierina, l’intercettazione di Louis Dassilva con la moglie: “Esci sempre senza dire nulla”

Un’intercettazione tra Louis Dassilva e la moglie potrebbe incrinare il suo alibi per l’omicidio di Pierina Paganelli. La domanda della moglie, Valeria Bertolucci: “Perché esci sempre senza dire nulla?”, fa pensare che potesse allontanarsi senza essere notato.
A cura di Biagio Chiariello
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Pierina Paganelli e Louis Dassilva
Pierina Paganelli e Louis Dassilva
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"Perché esci sempre così di casa senza dire nulla?", domanda al telefono Valeria Bartolucci al marito Louis Dassilva. Lui, con tono apparentemente tranquillo, risponde: "Faccio un girettino". È la sera del 26 marzo 2024, cinque mesi dopo l’efferato omicidio di Pierina Paganelli, la donna uccisa brutalmente nel garage condominiale a Rimini il 3 ottobre 2023. Quella conversazione, captata dagli investigatori della squadra mobile di Rimini grazie alle intercettazioni telefoniche, potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro giudiziario dell’uomo.

I telefoni dei principali sospettati sono sotto costante monitoraggio e ogni parola viene analizzata con attenzione: ciò che per chi parla può sembrare una frase di poco conto, per gli inquirenti può diventare una chiave di lettura per ricostruire movimenti, abitudini e — soprattutto — verificare la solidità degli alibi. In questo caso, la frase della moglie ha un peso specifico non indifferente: sembrerebbe confermare che Dassilva era solito uscire di casa senza avvisare, sfruttando i momenti in cui la donna si addormentava, e questo particolare potrebbe collocarlo sulla scena del crimine quella sera, senza che la moglie se ne accorgesse.

L’intercettazione è ora parte integrante del fascicolo di indagine, composto da ben 24 atti che sono stati trasmessi al giudice per le indagini preliminari Vinicio Cantarini. Nei prossimi giorni, il gip sarà chiamato a sciogliere la riserva sulla richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa dell’uomo, in carcere dal luglio 2024. Al centro dell’accusa c’è il comportamento contraddittorio di Dassilva, il suo alibi ritenuto poco credibile e alcuni elementi di contesto, come il dichiarato risentimento della moglie verso Manuela Bianchi, nuora della vittima e a sua volta ex compagna del 35enne.

In un colloquio in carcere, Valeria Bartolucci esprime chiaramente il proprio disprezzo per la rivale, esortando il marito a chiudere definitivamente ogni rapporto con lei: "Quando torni a casa, tutto quello che ti ha dato lei deve sparire", gli impone. Un segnale che, per gli investigatori, confermerebbe tensioni e motivazioni personali da non sottovalutare nel quadro dell’inchiesta.

Le prossime settimane si preannunciano cruciali. Il 28 aprile è infatti fissata l’ultima udienza dell’incidente probatorio, in cui il perito nominato dal giudice dovrà esprimersi su uno dei punti chiave dell’intera vicenda: il colore della pelle del soggetto immortalato dalla telecamera di sorveglianza posta nei pressi di una farmacia, poco distante dal luogo del delitto, nella notte dell’omicidio.

Se nel frattempo Dassilva non verrà rimesso in libertà, il 16 luglio scadrà il termine massimo della custodia cautelare. In assenza di elementi che giustifichino una proroga, sarà necessario procedere con la richiesta di rinvio a giudizio: a quel punto, il processo potrebbe aprirsi davanti alla Corte d’Assise di Rimini già entro la fine di settembre 2025.

Nel frattempo, la famiglia di Pierina attende risposte e giustizia, mentre l’indagine continua a far emergere tasselli che, giorno dopo giorno, potrebbero contribuire a definire con maggiore chiarezza il movente e la responsabilità del delitto.

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