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Omicidio di Fermo: la vedova di Emmanuel ottiene l’asilo politico

Chinyere Emmanuel, la vedova di Emmanuel Chidi Namdi, ha ottenuto l’asilo politico. Potrà rimanere in Italia e usufruire della protezione internazionale.
A cura di Davide Falcioni
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Chinyere Emmanuel, la vedova di Emmanuel Chidi Namdi, ha ottenuto l'asilo politico. Ad annunciarlo, a due giorni dall'omicidio del nigeriano in una strada del centro di Fermo, era stato il ministro degli interni Angelino Alfano, ma la decisione formale è stata assunta un paio di giorni fa dalla commissione competente, che ha concesso alla donna lo status di rifugiata. In realtà l'iter era già a buon punto quando è avvenuta la tragedia: la donna e suo marito, infatti, avevano sostenuto l’esame per il riconoscimento dello status a inizio maggio e avevano dimostrato di avere tutte le carte in regola. I due fuggirono dal loro villaggio nel nord della Nigeria in seguito a un attentato compiuto dai miliziani di Boko Haram, che avevano causato decine di morti tra i quali tutti i familiari dei Emmanuel e Chinyere, costringendoli a fuggire attraverso il Niger, la Libia e infine – dopo una traversata del Mediterraneo a bordo di un barcone – l'Italia, con l'arrivo a Fermo. di restare in Italia "due o tre anni". Salvo poi presentare una nuova domanda. Lo status di rifugiata è stato notificato alla donna nella casa delle suore di Fermo, che la assistono da quando suo marito è stato assassinato. Il permesso di soggiorno per motivi umanitari viene rilasciato quando sussistono "seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano".

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Nuova inchiesta aperta per gli insulti a Chinyere e Laura Boldrini

Nel frattempo proseguono le indagini sull'omicidio di Emmanuel e, mentre la magistratura tenta di chiarire la dinamica degli eventi, la Procura di Prato ha aperto un nuovo fascicolo di inchiesta per i messaggi ingiuriosi e razzisti nei confronti della vedova e della presidente della Camera, Laura Boldrini. E' stato proprio a Prato che un esponente delle forze dell’ordine ha insultato la terza carica dello Stato e Chinyere, oltre a Don Vinicio Albanesi. Il fascicolo sarebbe stato aperto per “istigazione all’odio razziale e diffamazione”.

Procuratore di Fermo: "La vedova non ha mai smentito la sua testimonianza iniziale"

Ma a gettare benzina sul fuoco la scorsa settimana sono stati anche i numerosi articoli comparsi sulla stampa locale e nazionale che sostenevano che la vedova di Emmanuel aveva cambiato versione, ammettendo che era stato suo marito a gettare ad Amedeo Mancini un cartello stradale in risposta all'insulto subito. Ebbene, a chiarire – si spera definitivamente – questo aspetto è stato il procuratore della Repubblica Domenico Seccia, che ha spiegato: "La notizia è falsa, non c'è stato nessun nuovo ascolto di Chinyery". Anche l'avvocato Letizia Astorri è stata chiara: "La donna non ha mai cambiato idea, non ha mai smentito le circostanze già raccontate dinanzi agli inquirenti. Avanti di questo passo, con questa gogna mediatica, si sta ammazzando anche lei".

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