Neonati sepolti in giardino a Parma, Chiara non va in carcere: Cassazione dispone nuovo giudizio
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Chiara, la 21enne accusata di avere ucciso e sepolto i cadaveri dei figli appena partoriti nel giardino della sua casa di Traversetolo, in provincia di Parma, non andrà in carcere.
La Cassazione ha infatti annullato con rinvio, per disporre un nuovo giudizio, l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Bologna che, in accoglimento dell'appello della Procura, aveva disposto il carcere per la ragazza che attualmente si trova ai domiciliari.
Il Riesame è quindi chiamato a decidere nuovamente sulla misura cautelare. La 21enne deve rispondere di omicidio e soppressione di cadavere. A chiedere la custodia cautelare in carcere era stata la procuratrice generale della prima sezione penale della Corte di Cassazione, Valentina Manuali.
"Pur attendendo di conoscere le motivazioni, non posso che esprimere grande soddisfazione per l'annullamento di una decisione che, a mio avviso, non si misurava adeguatamente con la peculiarità di questa vicenda, nella quale il pericolo di reiterazione di reati è, come abbiamo sostenuto, quanto mai specifico e, dunque, efficacemente contenibile con la misura degli arresti domiciliari, come dall'inizio disposto dal gip di Parma", ha detto l'avvocato Nicola Tria, difensore di Chiara.
La ragazza è agli arresti domiciliari dal 20 settembre del 2024 ed era rientrata nella villetta di famiglia a Vignale di Traversetolo agli inizi di gennaio quando l'abitazione era stata dissequestrata. La Procura della Repubblica di Parma aveva sollecitato per due volte il carcere dopo il rigetto da parte del giudice per le indagini preliminari.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Chiara avrebbe nascosto le due gravidanze a tutti, parenti e amici, e partorito da sola in casa i neonati in due diverse occasioni, nel 2023 e nel 2024.
In rete avrebbe cercato più e più volte consigli per nascondere la pancia e per abortire. E durante la gravidanza avrebbe continuato a condurre la sua vita normalmente, fumando e bevendo alcol, nonostante lei abbia raccontato più volte di voler tenere i bambini ma di averli dati alla luce già morti.
Una versione smentita dagli esami disposti dagli inquirenti che avrebbero confermato il fatto che uno dei due neonati sarebbe nato vivo e deceduto per un'emorragia causata dal taglio del cordone ombelicale.
Il caso della 21enne è iniziato lo scorso 9 agosto con il ritrovamento del primo cadavere sepolto nel del giardino. A fare la macabra scoperta era stata la nonna della ragazza.
Il piccolo è poi risultato essere, a seguito degli accertamenti medico legali svolti dagli inquirenti, il secondogenito di Chiara. Il 7 settembre, infatti, erano stati scoperti i resti del secondo neonato, il primo figlio della 21enne.