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Morta a 22 anni in fabbrica, la famiglia di Luana d’Orazio rifiuta 1,2 milioni di risarcimento

La famiglia di Luana D’Orazio, la 22enne toscana morta intrappolata in un macchinario nella fabbrica in cui lavorava, ha rifiutato il risarcimento di 1,2 milioni di euro offerto dalla compagnia assicurativa Unipol: “Il dolore non si quantifica e non si mercifica”.
A cura di Ida Artiaco
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Luana D'Orazio
Luana D'Orazio.

"Questa storia di denaro sbandierato ai quattro venti come se la morte di mia figlia avesse un prezzo mi fa stare male. Il dolore non si quantifica e non si mercifica e comunque queste cose vanno fatte nelle sedi opportune, perché per me, gettarmele addosso, sono come pugnalate al cuore". A parlare è Emma Marrazzo, mamma di Luana D'Orazio, la 22enne morta intrappolata in un macchinario in una fabbrica di Oste di Montemurlo, in provincia di Prato, nel maggio del 2021. In una intervista pubblicata ieri sul Corriere della Sera, la donna ha spiegato perché la sua famiglia ha rifiutato il risarcimento di 1,2 milioni di euro per la tragica fine di Luana proposta dalla compagnia assicurativa Unipol, con cui aveva una copertura assicurativa la ditta in cui lavorava la 22enne.

"Tra poco più di un mese sarà un anno che piango Luana – ha continuato Marrazzo -. E il 7 aprile si aprirà a Prato il processo con i tre imputati. E allora se queste persone vogliono preparare strategie di difesa lo facciano in silenzio senza tormentare me e la mia famiglia. Non si può giocare con la vita di una famiglia colpita duramente da una tragedia. Io sto vivendo un calvario infinito ma il mio dolore non viene rispettato", ha detto ancora la donna che ha aggiunto: "Ho solo due grandi desideri: che sia fatta giustizia e che non ci siano più morti sul lavoro".

A spiegare la decisione della famiglia è stato anche Andrea Rubini, a.d. di Gesi Group, società di consulenza dei D'Orazio, che ha definito l'offerta "incongrua. Abbiamo scritto all'assicurazione una risposta formale spiegando che i danni, patrimoniali e non, sono ancora da quantificare. Non riteniamo stabilizzata la situazione, ci riserveremo di approfondire la questione nelle prossime settimane". Non resta ora che aspettare l'udienza preliminare del processo per la morte di Luana, fissata per il 7 aprile, in cui compariranno i tre imputati accusati di omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele del macchinario a cui lavorava Luana: la titolare dell'azienda Luana Coppini, il marito Daniele Faggi considerato "titolare di fatto" dall'accusa e il tecnico manutentore esterno Mario Cusimano.

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