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Migranti, 11 richieste di un porto dalla nave Sos Humanity 1: nessuna risposta, a bordo 100 bambini

Dopo 8 giorni in mare e ben 11 richieste di sbarco alle autorità italiane e maltesi, nessuna delle quali corrisposta, la nave Humanity 1 è ancora in attesa di un porto sicuro per le 179 persone a bordo, tutte soccorse nel Mediterraneo centrale. Tra loro ci sono anche 100 minori non accompagnati.
A cura di Davide Falcioni
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Dopo otto giorni in mare e ben undici richieste di sbarco alle autorità italiane e maltesi, nessuna delle quali corrisposta, la nave Humanity 1, è ancora in attesa di un porto sicuro per le 179 persone a bordo, tutte soccorse nel Mediterraneo centrale.

Nel frattempo, spiega la ong Sos Humanity che gestisce la nave, "la situazione sanitaria a bordo sta peggiorando. Soffrono particolarmente gli oltre 100 minori non accompagnati". La nave si trova da giorni in acque internazionali al largo delle coste della Sicilia orientale.

L'Organizzazione Non Governativa spiega che un'infezione influenzale si sta diffondendo a bordo dell'Humanity 1, causando febbre alta ad alcune persone. Tutti i test Covid-19 dei malati sono risultati negativi. Molti dei superstiti portano tracce delle violenze subite durante il viaggio e in Libia, comprese ferite da colpi di arma da fuoco e percosse. In aggiunta, preoccupano le condizioni psicologiche dei naufraghi.

"È inaccettabile e contrario al diritto internazionale lasciare i sopravvissuti bloccati in mare per oltre una settimana e prolungare le loro sofferenze", afferma Mirka Schäfer, advocacy officer di Sos Humanity.

Tra il 22 e il 24 ottobre, l'equipaggio della nave di soccorso Humanity 1 ha tratto in salvo un totale di 180 naufraghi da tre barche sovraffollate in pericolo nel Mediterraneo centrale. Dopo l'evacuazione medica di un sopravvissuto le cui condizioni erano particolarmente gravi, 179 naufraghi rimangono a bordo. Secondo il diritto marittimo, un'operazione di salvataggio si conclude con lo sbarco dei sopravvissuti in un luogo sicuro. A più di una settimana dal primo soccorso, l'Humanity 1 si trova attualmente a est della Sicilia, ancora in attesa che le autorità statali assegnino un luogo sicuro dove tutti i sopravvissuti possano sbarcare.

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