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Lo scandalo Swissleaks: gli italiani hanno evaso oltre 740 milioni

I numeri della maxi-evasione internazionale. La Guardia di Finanza ha ispezionato i conti di 3.276 “esportatori” di capitale, trovando redditi non dichiarati per 741 milioni di euro (741.755.879) e Iva non dichiarata per 4,5 milioni di euro.
A cura di Biagio Chiariello
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Nella “lista Falciani” (centomila clienti che hanno depositato 100 miliardi nella banca svizzera HSBC, i cui nomi sono stati rivelati dal funzionario HSBC Hervè Falciani) ci sono i nomi di 5.439 italiani. Di questi i Reparti della Guardia di Finanza hanno concluso 3.276 interventi ispettivi, con la constatazione di elementi positivi di reddito non dichiarati per 741.755.879 euro, e per 4,5 mln di Iva. Lo si apprende da fonti delle stesse Fiamme Gialle. Fra i connazionali dello scandalo Swisseleaks, 1.264 hanno fatto sapere – a loro difesa – di aver aderito allo “scudo fiscale” e quindi di aver fatto rientrare in Italia capitali pari a1.669.075.253 euro. Le altre posizioni, fa sapere la GdF, “non sono state approfondite in considerazione del fatto che i soggetti indicati risultavano non aver effettuato movimentazioni”. In 190 sono stati denunciati per reati tributari e 101 sono risultati evasori totali.  Ad oggi l'attività svolta dalle Fiamme Gialle ha consentito di recuperare circa 30 milioni di euro, di cui 3.300.000 a seguito di iscrizione a ruolo.

Intervenendo sullo scandalo Swissleaks, Markus Meinzer, analista dell'organizzazione Tax Justice Network, impegnata nella ricerca e l'analisi della fiscalità internazionale, ha affermato che le scoperte di questi giorni non sono altro che la punta dell'iceberg: "Il problema non riguarda solo la banca Hsbc, ci sono altre banche le cui operazioni illecite non sono ancora state rivelate", sostiene Meinzer, "quanto è trapelato oggi dall'inchiesta internazionale Swissleaks mostra chiaramente l'esistenza di un problema fondamentale riguardante lo scambio di dati tra i diversi enti finanziari". Secondo Meinzer, il problema è la “trasparenza”, e le banche e le agenzia che non rivelano i beneficiari reali andrebbero multate. "Ci sono prove evidenti ormai che diversi paesi membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), falliscono nel perseguire legalmente gli illeciti finanziari. Sono sempre più frequenti i casi in cui i governi e le amministrazioni non sono capaci di far rispettare la legge, specialmente quando si tratta delle fasce più facoltose e più privilegiate".

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