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‘Le donne sono tutte prostitute’, così mamma Augusta ha cresciuto il serial killer Ed Gein

Quando fece irruzione nella casa di Ed Gein, a Plainfield, nel Wisconsin la polizia trovò vestiti cuciti con la pelle tagliata dai cadaveri, ciotole fabbricate con teschi umani e pezzi di corpi femminili appesi al soffitto. Ed Gein, presto noto come il macellaio di Plainfield, lo aveva fatto per sua madre, Augusta Wilhelmine Gein, la donna che aveva plasmato la sua mente di serial killer. Lei glielo ripeteva sempre: “Le donne sono tutte prostitute, tranne la mamma”.
A cura di Angela Marino
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Tra tutti i serial killer d'America, Ed Gein è passato alla storia per essere il più disturbato, il più eccentrico, il più macabro. All'origine del disturbo che lo ha reso uno psicopatico puro, quello a cui si sarebbero ispirati il cinema e la TV, c'è il rapporto con una donna, sua madre.

La famiglia di Ed Gein

Augusta Lehrke era una donna molto dura. Nata in un paesino del Wisconsin nel 1878, profondamente religiosa, nel 1900 aveva sposato Geoge Gein. Lui era disoccupato e alcolizzato, ma a lei non importava, il suo unico obiettivo era prendere marito e avere dei figli, ‘come ogni donna onesta dovrebbe fare’, tanto che neanche quando diventò violento fu sfiorata dal pensiero del divorzio, una soluzione, per una donna cattolica come lei, impraticabile. Dopo due anni nacque Hanry, il primo figlio, intanto Augusta lavorava in una drogheria per mantenere la famiglia e metteva da parte i soldi per comprare una piccola fattoria in campagna. Già con il piccolo Hanry l’indole dominante di Augusta si era manifestata nella sua forma più ossessiva e violenta con proibizioni, divieti e punizioni, ma fu con la nascita di Edward, qualche anno più tardi, che degenerò. Ai due ragazzi veniva concesso di uscire di casa solo per andare a scuola, ma non dovevano avere contatti con bambini o adulti perché, mamma diceva, gli estranei volevano solo rovinarli.

Come si fabbrica un mostro

Dopo aver messo da parte qualche soldo, Augusta comprò una fattoria a Plainfield, paesino di 400 anime nel Wisconsin. La magione, fredda e spettrale, si trovava sepolta dietro gli alberi alla periferia del paese e diventò ben presto tutto il mondo di Augusta e dei suoi figli, in particolare di Ed, quel ragazzo tenero e strambo. Vittima di bullismo a scuola, dove era emarginato, a casa leggeva tantissimo, gli piacevano i fumetti splatter . Ormai sulla soglia dell’adolescenza i due ragazzi cominciarono a provare attrazione per l’altro sesso, ma la mamma, condizionata dalla misoginia della Bibbia – di cui conosceva a memoria il Vecchio testamento – gli proibiva di frequentare le ragazze. ‘Tutte le donne sono prostitute – diceva – e il sesso è lecito solo per mettere al mondo dei figli'.

La strana morte di Hanry

Mentre Edward seguiva la madre in tutti i suoi folli divieti, Hanry, invece, non aveva nessuna intenzione di assecondare la sua patologica avversione per il sesso e ben presto sviluppò con lei un rapporto conflittuale. Così, quattro anni dopo la morte di George, il capofamiglia, Hanry fu trovato morto nei boschi vicini alla fattoria, con il cranio fracassato. Fu Ed a portare la polizia tra i rovi che nascondevano il corpo di suo fratello. ‘Incidente’ scrissero i poliziotti sul rapporto, ma il sospetto che il ‘fratellino’ potesse sapere qualcosa di più sfiorò più di un agente.

Ed Gein e sua madre: un legame morboso

Rimasti soli, Ed e Augusta diventarono una cosa sola. Per lui sua madre era tutto, la adorava come un angelo aveva di lei un’immagine trasfigurata, frutto, probabilmente, di una distorsione generata dalla necessità di sopravvivere agli abusi. I due restarono insieme a occuparsi della fattoria: lei lavorava lui le dava una mano e nel tempo libero si dedicava alle sue letture, in cui entrarono opuscoli sul terzo Reich, dove trovava i racconti degli esperimenti nei lager nazisti. Nel 1945, però, Augusta morì per un ictus. Per Ed fu come se avessero tolto ogni freno alla sua mente. Senza la presenza controllante della madre, che in qualche modo appagava tutti i suoi bisogni, ormai quarantenne, Ed cominciò a perdere il senso della realtà. Chiuse a chiave tutte le stanze della casa che lei frequentava abitualmente, lasciando intatti il letto, la sedia a dondolo e l’armadio con i vestiti e riservando a se stesso la cucina e una stanza sul retro.

L'auto di Ed Gein, la Berlina della morte

La morte di Augusta era molto più che la perdita di una persona cara, era l'amputazione di un pezzo di sé, della propria identità. Ed cominciò a sentire il bisogno di vestirsi con i suoi abiti, di parlare come lei, il bisogno di ritrovarla lo spinse a pensare di amputarsi il pene. Ed alla fine trovò un altro modo per starle vicino. Cominciò a cercare sui necrologi dei giornali le foto di donne che assomigliavano a sua madre e nottetempo, andava sulle loro tombe per rubarne i corpi. Li caricava sulla sua Berlina del '49 e li portava nella fattoria dove si dedicava a smembrarle come un macellaio. Una volta mutilati i genitali li ‘indossava' diventando finalmente lei, Augusta.

Le opere di Ed Gein, Il macellaio di Plainfield

Usava la pelle dei cadaveri come un artigiano usa i tessuti, tappezzando sedie, cucendo abiti che poi indossava danzando da solo in casa. Arrivò a confezionare una cintura con capezzoli di donna e una coppa ricavata da un teschio scarnificato. Riempì la casa con questi manufatti ributtanti e appese braccia e gambe al soffitto, come pezzi di carne in una macelleria. A un certo punto la sua fame di corpi umani, la cui carne probabilmente mangiava, cominciò a crescere fino a fargli provare il desiderio di uccidere, così smise di rubare cadaveri e cominciò a ‘fabbricarne'.

Il blitz nella casa di Ed Gein

Nessuno dei vicini sospettava che quell'uomo strambo potesse essere pericoloso, ma il suo nome fu tirato in ballo quando, a sparire, a Plainfield, fu Bernice Worden, la madre del vicesceriffo. La polizia decise di perquisite la fattoria dei Gein in cerca di indizi, ma mai avrebbe potuto immaginare di trovare quello che apparve dietro la porta. Appena varcata la soglia gli agenti dovettero portarsi il fazzoletto alla bocca per non svenire sopraffatti dagli odori pestilenziali. In un capanno trovarono il cadavere della madre dello sceriffo, aperto in due dalla vagina, decapitato e appeso al muro. In casa, invece, scoprirono le diverse decine di suppellettili fabbricate con i resti umani.

Ed Gein è il Norman Bates di Psyco

Ed Gein fu arrestato e confessò l'omicidio di Bernice Worden e Mary Hogan, anche se la quantità di cadaveri ritrovata in casa indusse a pensare che le sue vittime fossero molte di più. Smarrito e ormai delirante, Ed fu condannato alla sedia elettrica, ma non scontò mai la pena. La sua infermità mentale, riconosciuta anche in tribunale, lo portò a finire in un ospedale psichiatrico i suoi giorni. Morì il 26 luglio 1984, al ‘Mendota Mental Health Institute' del Wisconsin, solo e dimenticato, sognando sua madre. Sulla sua storia macabra quanto magnetica, il regista Alfred Hitchcokc ha modellato il memorabile personaggio di Norman Bates nel film Psyco. Ed, alias Norman e sua madre Augusta (Norma), sono tornati protagonisti nella serie di Netflix, Bates Motel. 

Ed Gein è stato al centro di studi di  psichiatria ed è citato nella letteratura criminale come archetipo del serial killer.

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Giornalista dal 2012, scrittrice. Per Fanpage.it mi occupo di cronaca nera nazionale. Ho lavorato al Corriere del Mezzogiorno e in alcuni quotidiani online occupandomi sempre di cronaca. Nel 2014, per Round Robin editore ho scritto il libro reportage sulle ecomafie, ‘C’era una volta il re Fiamma’.
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