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L’appello di pediatri e ginecologi: “Subito vaccino Covid a donne incinte e bimbi, sono a rischio”

Arriva da pediatri e ginecologi l’appello al ministero della Salute perché si acceleri la vaccinazione anti-Covid per donne in gravidanza e bambini di età superiore ai 12 anni. Gli esperti esprimono preoccupazione per i possibili rischi di contagio da parte di queste categorie. Esperti chiedono di coordinare la campagna in modo centralizzato veicolando un’informazione corretta su questi temi.
A cura di Susanna Picone
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Un appello per accelerare la vaccinazione anti-Covid delle donne in gravidanza e che stanno allattando e dei bambini di età superiore ai 12 anni. A lanciarlo al Ministero della Salute sono neonatologi, pediatri e ginecologi secondo cui sono possibili “rischi gravi” anche per queste categorie. Le associazioni di specialisti in una nota sottolineano che i vaccini a mRNA sono assolutamente sicuri sia per le donne in gravidanza, sia per le donne che allattano. “Il Covid-19 rappresenta un grave problema di sanità pubblica e, da un punto di vista di medicina clinica, una malattia potenzialmente molto grave soprattutto per l’età avanzata ed alcune categorie di persone. Tuttavia, queste caratteristiche non devono e non possono far ignorare le manifestazioni del Covid-19 nelle giovani donne in età fertile ed in età neonatale e pediatrica. Benché chiaramente il problema rappresentato dal Covid-19 sia più grave in altre categorie di soggetti, l’eccessiva diffusione di informazioni spesso non da fonti ufficiali e di fake news, che osserviamo al momento, rischia di generare una percezione sbagliata del rischio e delle conseguenze per donne giovani e bambini”, si legge nella nota.

Secondo gli esperti è necessario comprendere che, con l’aumentare della diffusione della vaccinazione in altre fasce di età, i bambini più piccoli iniziano a rappresentare una popolazione proporzionalmente più a rischio poiché suscettibile all’infezione da SARS-CoV-2, al contrario dei vaccinati. Neonatologi, pediatri e ginecologi ricordano anche che in alcuni centri di riferimento nel mondo (come a Parigi, in Israele, in Belgio, in Irlanda, negli USA) la vaccinazione in gravidanza viene offerta di routine. Non esistono controindicazioni diverse dal resto della popolazione alla vaccinazione. Il vaccino anti-Covid non influisce sulla fertilità della donna, né vi è alcun motivo per rimandare una gravidanza. Quindi l’appello della Società Italiana di Neonatologia (SIN), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), la Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), la Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI), la Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP), l’Associazione Ginecologi Territoriali (AGITE) e la Società Europea di Rianimazione Pediatrica e Neonatale (ESPNIC) perché sia promossa il più possibile la vaccinazione delle donne in gravidanza e in allattamento oltreché dei bambini di età superiore ai 12 anni (e più piccoli quando vaccini dedicati saranno disponibili); si instauri un coordinamento centralizzato, come in altri Paesi Europei, per la vaccinazione di queste categorie al fine di evitare disparità a livello locale e regionale; l’informazione su questi temi sia veicolata in maniera scientificamente valida e con la adeguata competenza specialistica.

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