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Lapo Elkann ricattato per un video: un arresto

Il rampollo sarebbe stato ritrovato seminudo per le strade di Milano e portato al sicuro da due uomini coi quali avrebbe passato un pomeriggio di “sballo e autoerotismo” da cui due persone hanno tratto un video col quale avrebbero ricattato a più riprese Elkann per avere una ricompensa. Il legale di Elkann smentisce: “Circostanze manifestamente false e non vere”.
A cura di A. P.
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Ancora guai per Lapo Elkann, erede di una stirpe che in Italia ha una ben nota reputazione: dopo essere stato coinvolto in uno scandalo diversi anni fa, è finito di nuovo nell'occhio del ciclone mediatico in seguito ad una notizia riportata dal quotidiano "Il Giorno", secondo la quale il rampollo sarebbe stato ricattato da due persone che dichiaravano di trovarsi in possesso di un video contenente immagini scottanti e potenzialmente pericolose per la reputazione pubblica di Lapo. Nella vicenda, che ha portato all'arresto di uno dei due, ordinato dal pm Giancarla Serafini, sarebbe coinvolto anche il fotografo Bicio Pensa, ex scuderia di Corona, autore delle foto di Trezeguet che hanno procurato non pochi guai a Fabrizio Corona.

AGGIORNAMENTO 11/12 ore 13.34 – A pochi giorni dall'emergere della vicenda, viene allegata all’interrogatorio di Enrico Bellavista, il cameriere arrestato per un'estorsione ai danni di Lapo Elkann, una lettera di quattro pagine dello stesso 31enne, che di fatto smonta le dichiarazioni fatte nei giorni scorsi, ovvero le accuse rivolte ad Elkann, di possesso di cocaina. Nella missiva di scuse diretta ad Elkann si legge: "Caro signor Elkann, purtroppo mi sono fatto trascinare… Io sono un ragazzo per bene, faccio il cameriere, vengo da una famiglia molto povera…". Per poi continuare veicolando la responsabilità su Bicio Pensa, il fotografo che gli ha consigliato di chiedere altro denaro: "Mio fratello conosce per caso in zona Sempione Bicio che fa foto e gli racconta della sera del 22 aprile, quando ti ha incontrato e ti ha soccorso". Racconta come Pensa si sia proposto da tramite per la vendita del film ad una rivista. Quest'ultimo, a sua volta, respinge le accuse: "Ho solo aiutato i due fratelli a vendere il video alle agenzie, non ho avuto parte nell'estorsione"

Tutto comincia in un pomeriggio milanese di aprile, durante il quale Lapo Elkann sarebbe stato visto dai due, E.B. un cameriere 31enne di una cooperativa e F.B, suo fratello, mentre tentava di nascondersi tra le auto, seminudo, vestito solo di una giacca in vita ed una coperta. A quel punto lo riconoscono. Si fermano, gli chiedono se ha bisogno di aiuto. Lo portano in un appartamento sito nel quartiere Niguarda, dove i due vivono con i genitori e, una volta in casa, l'arrestato afferma che "l’ospite improvvisato tira fuori un grosso sasso, cocaina". E' l'incipit di un pomeriggio fatto di "sballo ed autoerotismo", da cui i due ragazzi hanno tratto un video (cosa della quale Elkann non è a conoscenza). "Il Giorno" prosegue con i dettagli:

A interrompere il pomeriggio di Niguarda è la madre dei ragazzi che rientra in casa: così Lapo è rivestito con una tuta, un cappellaccio perché mamma non lo riconosca, e trasferito in un appartamento a Cinisello, sempre più hinterland. Poco prima di mezzanotte la festa finisce. Saluti, scambio di numeri di telefono, a Lapo vien pagato un taxi per il ritorno a casa, pieno centro, terrazzata piazzetta Borromeo

Da qui cominciano le traversie che hanno portato all'arresto, consumatosi al Four Season di Milano, perché a qualche giorno di distanza il cameriere contatta Elkann, per avere un segno di riconoscenza rispetto al gesto in cui i due si sono prodigati, di fatto aiutandolo ad uscire da una situazione difficile da giustificare. Una richiesta alla quale Lapo pensa bene di rispondere con un pallone della Juventus con tanto di autografi di tutti i calciatori. Un dono gradito, sì, ma non da chi si aspetta di più. A questo punto, indispettiti, i due fratelli contattano il giornale "Novella2000", facendo presente di essere in possesso delle riprese amatoriali, video al quale la rivista non si dice interessata, consigliando peraltro di distruggerlo. Evidentemente la telefonata a "Novella2000" viene riportata a Elkann, che, tempo 48 ore, telefona personalmente ai ragazzi, per dare il via ad una contrattazione in denaro: si parte da una richiesta di 50mila euro per poi scendere a 30mila. Lo scambio avviene, a consegnare i soldi è il maggiordomo Nelson, il quale fa firmare una scrittura privata nella quale si stabilisce che qualora il video dovesse essere diffuso, verrà applicata una penale di 300mila euro.

E' qui che entrerebbe in gioco la figura di Bicio Pensa che, secondo le testimonianze davanti al gip Stefania Pepe, i due avrebbero incontrato nei mesi successivi alla consegna del danaro, raccontandogli di essere in possesso di foto "al limite" riguardanti Elkann. La consulenza del fotografo, esperto della questione, vale al cameriere arrestato la suggestione di poter ricavare molti più soldi di quanti sia riuscito già ad ottenere: Pensa gli dice infatti di esser riuscito a tirare su un decimo di quanto avesse potuto. Tramite il fotografo il giovane arrestato arriva ad un contatto con Alfonso Signorini, direttore del settimanale "Chi", il quale temporeggia prima di fissare un incontro. Ma evidentemente anche questo contatto arriva all'orecchio di Elkann ed è lo stesso maggiordomo a chiamare, protestando e chiedendo di abbassare la cifra dai 350 mila euro richiesti a 90 mila. Fissano un incontro al Four Season di Milano, dove li aspetta Nelson ma, su chiamata di Lapo, anche la Polizia.

La smentita dei legali di Elkann

A poche ore dalla pubblicazione della notizia, giunge un comunicato di smentita da parte dell'avvocato Anfora, legale di Lapo Elkann: "Le notizie divulgate oggi da alcuni organi di stampa, per altro in palese violazione del segreto istruttorio, circa l'arresto di una persona accusata del grave reato di estorsione in danno di Lapo Elkann, contengono taluni riferimenti a circostanze manifestamente false e non vere, quale il fantasioso accostamento a ‘stati di droga e autoerotismo', attribuite dall'arrestato a Lapo Elkann nell'evidente tentativo di oscurare le sue accertate responsabilità. Nel rispetto delle impegnative indagini condotte dall'autorità giudiziaria e dall'Arma dei carabinieri proporremo comunque ogni ulteriore azione legale a tutela della persona di Lapo Elkann".

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