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La figlia e la nipote pattinatrici morirono in un incidente: mamma a processo per omicidio stradale

Monica Lorenzatti, mamma di Gioia Virginia, la pattinatrice di 9 anni morta il 27 ottobre 2017 sull’Autostrada del Brennero insieme alla cugina 17enne Ginevra, sarà processata per omicidio stradale plurimo e lesioni stradali gravissime. La sua Ford Focus finì contro un tir durante il viaggio di ritorno da una gara di pattinaggio.
A cura di Susanna Picone
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Omicidio stradale aggravato per la morte della figlia Gioia Virginia Casciani di nove anni e della nipote diciassettenne Ginevra Barra Bajetto; lesioni colpose gravissime ai danni della sorella gemella Graziella. È di quanto è accusata Monica Lorenzatti, cinquantunenne residente nell’hinterland torinese. Il 27 ottobre del 2017 la donna era alla guida di una Ford Focus station wagon coinvolta in un tragico incidente stradale sull’A22 del Brennero in cui morirono le due ragazzine e sua sorella rimase gravemente ferita (a distanza di più di un anno e mezzo la donna è ancora incosciente).  Quel tragico giorno le due sorelle gemelle e le rispettive figlie di nove e diciassette anni tornavano da una gara di pattinaggio. Stavano rientrando da Merano a casa. Monica Lorenzatti guidava, al suo fianco si trovava la nipote Ginevra e dietro sedevano la sorella Graziella e la figlia della conducente Gioia Virginia. Le due cuginette erano considerate promesse del pattinaggio italiano di figura.

La mamma e zia delle vittime è stata ora rinviata a giudizio: secondo la procura sarebbe l'unica responsabile della tragedia perché tamponò il camion che viaggiava davanti a lei. Nessuna contestazione è stata mossa a carico del conducente del mezzo pesante per il quale è stata chiesta l'archiviazione. L'imputata, difesa dall'avvocato Claudio Tasin, è convinta di non avere alcuna responsabilità. La difesa punta invece il dito contro il conducente del camion che frenò bruscamente. In pochi istanti il camion passò da una velocità di oltre 90 a soli 7 chilometri orari. Secondo la procura, che ha fatto proprie le conclusioni del perito nominato con incidente probatorio, Monica Lorenzatti guidò comunque con “imprudenza e negligenza” per non aver posto sufficiente attenzione alla guida e “non avendo posto in essere alcun tentativo di frenata”. Questo benché la sua auto procedesse a una velocità di 90 chilometri orari, moderata in autostrada. La prossima udienza è fissata a settembre in tribunale a Trento quando verrà ricostruita la dinamica dell’incidente.

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