video suggerito
video suggerito

Il ricordo dell’agente eroe Riccardo Muci morto nell’aereo a Genova: “Salvò decine di persone a Borgo Panigale”

Il 38enne sovrintendente della polizia di origine pugliese era l’eroe che il 6 agosto del 2018 salvò decine di automobilisti affrontando in maniera tempestiva il disastro di Borgo Panigale dove un’autocisterna carica di Gpl esplose sul raccordo dell’autostrada A14. Era stato nominato per questo Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per il coraggio e l’altruismo”
A cura di Antonio Palma
164 CONDIVISIONI
Immagine

"Si gettò nell'inferno per salvare gli altri" così amici, colleghi e superiori hanno voluto ricordare Riccardo Muci, il poliziotto morto nell'aereo precipitato a Isola del Cantone, a Genova, insieme all'istruttore di volo Giuseppe Gabbi. Il 38enne sovrintendente della polizia di origine pugliese infatti era l'eroe che il 6 agosto del 2018 salvò decine di automobilisti affrontando in maniera tempestiva il disastro di Borgo Panigale dove un'autocisterna carica di Gpl esplose sul raccordo dell'autostrada A14 dopo un tamponamento con un autotreno carico di solventi altamente infiammabili.

Per quel gesto fu nominato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana "per il coraggio e l'altruismo con cui, senza esitazione, si è adoperato per prestare soccorso in occasione dell'incidente del 6 agosto sul raccordo autostradale di Casalecchio". All'epoca in servizio presso il commissariato di Bologna-Santa Viola, Riccardo Muci fu tra i primi a intervenire capendo subito che non era un incendio comune e che bisognava bloccare tutto.

Riccardo Muci nel 2018, insieme all'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Riccardo Muci nel 2018, insieme all'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Come capo pattuglia del pomeriggio, l'agente aveva immediatamente bloccato il traffico a piedi, mandando il collega con la Volante sull’altra corsia ed evitando così una strage. Poco dopo infatti l'esplosione devastante con fiamme altissime che provocarono due morti e 145 feriti. Tra questi ultimi rimase coinvolto lo stesso Muci riportando ustioni al tronco e alle braccia.

"È una perdita non solo per la polizia di Stato, un uomo meraviglioso che non si risparmiava mai" lo ha ricordato Pierluigi Pinto, all’epoca suo dirigente. Dopo la promozione, Muci era passato alla Digos di Roma e attualmente era in servizio all’Interpol. Lascia la moglie e un figlio di due anni.

164 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views