Il progetto per salvare 33 Comuni trentini dallo spopolamento: “Bando per accedere ai fondi entro fine aprile”

"I sindaci vedono con interesse questa misura perché sono consci del rischio che rappresenta lo spopolamento per le loro comunità. È chiaro che alcuni sono anche un po' preoccupati per la grande risonanza di questo bando, visto che anche da fuori Italia c'è stato un interessamento da parte dei media, nonché di persone che hanno cominciato a contattare i singoli Comuni".
Lo ha detto a Fanpage.it l’assessore alle politiche abitative della Provincia autonoma di Trento Simone Marchiori, parlando del progetto per la rivitalizzazione delle aree a rischio spopolamento che nelle scorse settimane ha generato grande interesse e di cui hanno parlato molte testate.

L'assessore, insieme al presidente Maurizio Fugatti, ha incontrato pochi giorni fa i sindaci dei Comuni trentini coinvolti.
"Il timore è quello che passi il messaggio sbagliato. Molti media hanno detto che saranno "regalati" 100mila euro per vivere nei Comuni di montagna ma si tratta, in realtà, di un contributo che verrà erogato a fronte di una spesa più ingente di questa somma. Ci sono anche dei paletti per accedervi", ci spiega Marchiori.
I contributi previsti infatti, finanziati con uno stanziamento da 10 milioni di euro della Giunta, verranno così assegnati: fino al 40% della spesa nei centri storici e al 35% nelle altre aree, con un tetto massimo di 80mila euro (su una spesa ammessa di 200mila) per la ristrutturazione di immobili, fino a 20mila per l'acquisto.
Sarà possibile inoltre richiedere il contributo per un massimo di tre unità immobiliari. Chi accede al finanziamento deve stabilire la propria residenza o locare l’immobile a canone moderato a persone che trasferiscono la residenza nel comune per almeno dieci anni.
Il beneficiario non dovrà essere già residente nel comune in cui si trova l'immobile, a eccezione di richiedenti under 45, per i quali questo vincolo non verrà applicato.
"A parte questo timore, la misura è stata accolta bene. C'è aspettativa anche da parte della popolazione che vede la possibilità di poter recuperare degli immobili nei centri storici che altrimenti rischiano di cadere in rovina per i costi che hanno per il recupero. – racconta ancora l'assessore – Parliamo infatti di Comuni in cui la ristrutturazione costa più del valore che poi ha l'immobile perché non ci sono mercato e utenza".
La misura riguarderà 33 Comuni, Bresimo, Dambel, Cis, Rumo, Novella, Livo, Rabbi, Peio, Vermiglio, Bondone, Borgo Chiese, Valdaone, Pieve di Bono-Prezzo, Castel Condino, Bleggio Superiore, Terragnolo, Vallarsa, Luserna, Altavalle, Segonzano e Sover, Frassilongo, Ospedaletto, Castello Tesino, Pieve Tesino, Cinte Tesino, Grigno, Sagron Mis, Mezzano, Canal San Bovo, Valfloriana, Tre Ville, Palù del Fersina.
"Il provvedimento può portare nuova utenza in questi Comuni e quindi la volontà è quella di procedere con i vari passaggi che vengono richiesti dalla normativa".
L'obiettivo, spiega l'assessore, è quello di uscire con il bando nelle prossime settimane (tra il 20 e il 25 aprile è prevista l’approvazione di una delibera definitiva da parte della Giunta provinciale) per poi alla piena operatività della misura per la fine del mese di maggio.
Il progetto è pensato anche e soprattutto per i giovani. "Tra gli obiettivi c'è anche quello di attrarre giovani e famiglie con bambini per dare un futuro a queste comunità. Abbiamo visto che c'è richiesta e c'è la volontà di fare scelte di vita di questo tipo per garantire ai figli una possibilità di crescita. Abbiamo tutti i paesi coperti da fibra ottica e molti lavori oggi consentono il telelavoro o forme miste che sono compatibili con il trasferimento in queste zone", aggiunge Marchiori.
"È chiaro che non è pensato solo all'abitare, ma vogliamo integrarlo con misure ulteriori di coesione sociale, che riguardino i servizi e altri aspetti della vita di questi paesi. La misura ha avuto una grande risonanza mediatica ma stanno nascendo anche altri progetti per attrarre e mantenere persone in montagna, come il piano di housing sociale RiVal".
Quando chiediamo all'assessore se il progetto può rappresentare un modello anche per altre realtà, Marchiori risponde: "Ogni contesto è diverso, in Trentino abbiamo una montagna che è ancora vissuta, quindi partiamo da una situazione che non è grave come in altre realtà, dove c'è stato una spopolamento massiccio e diventa magari più difficile invertire la tendenza".
"Noi su 166 Comuni ne abbiamo 33 che hanno effettivamente tassi negativi di spopolamento. La nostra montagna è quindi ancora attrattiva. È chiaro però che questo modello può causare un'inversione di tendenza anche in altre realtà e può innescare un circolo virtuoso per riportare i servizi nei centri di montagna", osserva.
"La montagna è un posto difficile da vivere rispetto alla città, offre meno possibilità e ha dei costi maggiori. Il riconoscimento di questi costi deve passare attraverso interventi di sostegno reali che non siano assistenzialismo, la misura va in quest'ottica".