“Il depuratore di Cuma è inefficiente e le acque di scarico non vengono depurate”
L’impianto di depurazione di Cuma è inefficiente e le acque di scarico non vengono depurate. Su queste basi, come riportato testualmente dal sito web Freebacoli, "il Giudice di Pace di Pozzuoli ha accolto la domanda di una cittadina e condannato il Comune di Bacoli al rimborso in favore della donna della somma che questa aveva versato a titolo di depurazione delle acque reflue del suo appartamento relativo agli ultimi dieci anni, oltre agli interessi ed alla rivalutazione monetaria, nonché al pagamento delle spese processuali". Del caso si era occupato qualche tempo fa anche Striscia La Notizia. Nel servizio del tg satirico veniva ha mostrato il fiume di liquami che da diversi anni sfocia lungo la battigia delle “Spiagge Romane”, tenendo distante dall’arenile migliaia di bagnanti, in barba a quello che dovrebbe essere il reale processo di depurazione delle acque reflue: un trattamento costituito da una combinazione di più processi di natura chimica, fisica e biologica, tali da produrre alla fine del complesso procedimento, acque idonee per l’irrigazione e fanghi idonei per la concimazione.
La recente decisione del Giudice di Pace di Pozzuoli ha affermato – prosegue Freebacoli – che i canoni di depurazione di cui si richiede la ripetizione sono di natura privatistica e non tributaria, come affermato dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione con recenti sentenze; conseguenza è che se il servizio di depurazione è inesistente l’utente non deve pagare, e se ha già pagato ha il diritto a l rimborso con interessi e rivalutazione, entro il termine prescrizionale di dieci anni.
Tra i documenti che hanno portato alla sentenza (n. 2652 del 19.07.2013) del Giudice di Pace di Pozzuoli , vi è anche la nota dell’Ing. Bruno Orrico, nella qualità di Responsabile Unico della Concessione Hydrogest (che gestisce attualmente l'impianto): si legge della "completa assenza di un processo di depurazione delle acque’’. La nota recita ancora di "palesi, reiterate e gravissime inadempienze del concessionario in materia di ri-funzionalizzazione ed adeguamento di impianti e collettori, con ipotizzato disastro ambientale e ripercussioni sulle matrici suolo, sottosuolo, ambienti fluviali e marino, che hanno non solo impedito la messa a norma degli impianti ma anche determinato una pessima gestione, aggravata viepiù da continue..’’. C'è da dire che il giudice ha accolto anche la domanda di rivalsa svolta dal Comune di Bacoli nei confronti della Regione Campania, proprietario del depuratore, e per l’effetto ha condannato quest’ultima a tenere indenne il Comune di Bacoli da tutte le conseguenze patrimoniali derivanti dalle condanne.