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I padroni divorziano? Il giudice sceglierà a chi affidare i loro animali

È la proposta di legge delle deputate del Pdl Brambilla e Castiello: il tribunale, in caso di assenza di accordi tra gli ex coniugi, deciderà per l’affido condiviso o esclusivo in base al benessere dell’animale.
A cura di Susanna Picone
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Le deputate del Pdl Michela Vittoria Brambilla e Giuseppina Castiello hanno proposto una nuova legge che va a modificare il codice civile e dà al tribunale il compito di decidere per gli animali domestici i cui padroni divorziano. A chi vanno, insomma, cani e gatti o altri animali quando i loro padroni si lasciano? In caso di assenza di accordi tra gli ex coniugi dovrebbero essere i giudici a decidere se optare per l’affido condiviso o esclusivo, questo in base al benessere degli animali. Il giudice deciderà insomma a chi affidare l’animale in base a chi potrà “garantirgli il maggior benessere”. In caso di affido condiviso, salvo diversi accordi tra le parti, ciascuno dei detentori provvede al mantenimento dell’animale da compagnia “in misura proporzionale al proprio reddito”. Invece, in caso di affido esclusivo, il mantenimento del cucciolo è a carico del detentore affidatario.

Il vuoto normativo e la proposta di legge – Le due parlamentari del Pdl che hanno proposto la legge su animali e divorzi ricordano che in Italia quasi una famiglia su due vive con un animale di affezione e che, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Eurispes, il 55% dei 24 milioni di famiglie italiane ha un cane o un gatto. E sono sempre più diffusi i casi nei quali gli animali domestici, considerati veri e propri membri della famiglia, “diventano oggetto del contendere in procedimenti di separazione”. Da questi dati l’esigenza di colmare quello che viene considerato un vuoto normativo.

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