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I beagle di Green Hill verso l’affido: come fare per adottarli

Lav e Legambiente spiegano come fare per prendersi cura di uno dei 2500 cuccioli liberati dal canile di Montichiari. Ma avvertono che non si tratta di un’adozione semplice: si cercano famiglie consapevoli perché i cani di Green Hill non sono “normali”.
A cura di Susanna Picone
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Lav e Legambiente spiegano come fare per prendersi cura di uno dei 2500 cuccioli liberati dal canile di Montichiari. Ma avvertono che non si tratta di un’adozione semplice: si cercano famiglie consapevoli perché i cani di Green Hill non sono normali.

Dopo che ieri la Procura di Brescia ha firmato il decreto per affidare provvisoriamente a Lav e Legambiente i cani beagle allevati a Green Hill, il canile di Montichiari sotto sequestro dallo scorso mercoledì, sono partite le candidature per le adozioni e presto saranno rese note tutte le procedure che permetteranno ai cuccioli di avere finalmente una vera e propria casa. A questo proposito domani a Roma alle ore 11, presso il Parlamentino dell’Ispettorato Generale della Forestale, si svolgerà la conferenza stampa “Sos Green Hill” dove ci saranno i responsabili della Forestale, quelli di Lav e Legambiente oltre ai responsabili di associazioni e comitati animalisti.

Come fare per adottare un cucciolo di Green Hill – Intanto, sui siti della Lav e di Legambiente, è possibile candidarsi per adottare un cucciolo liberato da Green Hill così come attraverso gli stessi siti è possibile fare una donazione per sostenere tutte le spese necessarie per l’affidamento dei cani (l’adozione è a titolo gratuito). Ma le due associazioni ci tengono a spiegare cosa significa adottare uno di questi beagle e chiedono perciò particolari accorgimenti: una delle richieste è quella di poter affidare alla stessa famiglia più cani, che le stesse famiglie siano residenti al centro-nord (in modo tale da limitare al massimo lo stress da trasporto) e, infine, che nel caso di presenza di altri animali questi siano vaccinati, sterilizzati e docili con gli altri cani. Si tratta comunque, lo ricordano le associazioni che hanno in cura i cuccioli, di un affido temporaneo in attesa di altre disposizioni della Magistratura.

“I beagle di Green hill non sono cani normali” – Accorgimenti necessari perché i cani beagle di Green Hill non devono essere considerati degli animali “normali”. In tantissimi, infatti, si dicono pronti a prendersi cura di uno dei cuccioli nati e cresciuti nel “canile degli orrori” ma è giusto che siano spiegate le difficoltà di una tale adozione. Sui siti delle associazioni si legge che per i beagle si cercano famiglie consapevoli “che si rendano conto che questi animali non sono normali, hanno bisogno di estrema attenzione dal punto di vista comportamentale e fisico. Zero slanci emotivi ma solo consapevolezza di un compito non semplice”. Non dovrebbero farsi avanti, insomma, persone spinte solo dall’emozione del momento, anche perché ogni beagle ha un microchip con un codice identificativo immodificabile e ciò significa che le sue condizioni verranno scritte nei verbali di consegna e la sua tracciabilità sarà sempre garantita.

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