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Grosseto, anziana trovata morta nella sua villa dalla figlia. La 50enne: “Sono stata aggredita”

Sul corpo di Pinuccia De Francesco , 76 anni, tagli, ecchimosi e tumefazioni di vario tipo. È stata la figlia a trovarne il corpo nella casa dove viveva con la madre ad Istia d’Ombrone e ad avvertire il padre, notaio in pensione, non presente al momento dei fatti. I carabinieri sembrano non avere dubbi: “È omicidio”.
A cura di Biagio Chiariello
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immagine di repertorio
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Un omicidio scuote il piccolo centro di Istia d'Ombrone, frazione di Grosseto. Una donna di 76 anni, Maria Giuseppina De Francesco, da tutti conosciuti come Pinuccia, è stata trovata morta nella casa dalla figlia in via di Circonvallazione. Una storia tutta da ricostruire che subito ha preso i connotati del giallo.

Sul corpo il medico ha riscontrato tagli, ecchimosi e tumefazioni di vario tipo. Elementi che farebbero ipotizzare un omicidio, come confermato dai carabinieri. Nell'abitazione (una villetta) sono in corso i sopralluoghi degli uomini del nucleo di pg della procura e dei colleghi del reparto scientifico dell'Arma. A coordinare le indagini dei militari della Procura di Grosseto è il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna.

Ambienti investigativi sottolineano che è "prematuro" fare un quadro di quanto accaduto. Nessuna ipotesi è esclusa.

I fatti sarebbero avvenuti alle prime luci dell’alba di ieri, 8 giugno. La donna aveva due figli: una di loro, 50enne che viveva con la madre e che avrebbe scoperto il cadavere, è adesso ricoverata in ospedale a Grosseto, in stato di choc, anche lei con diversi tagli alle braccia. Le uniche parole che ha detto sono state: "Mi hanno aggredito". L’allarme al 118 l’ha poi dato il marito della vittima dopo essere stato chiamato dalla stessa figlia. L’altro figlio, 52enne, non è stato ancora sentito.

Pinuccia De Francesco era sposata con un notaio, ora in pensione, Alessandro Marzocchi, 81 anni. L'anziano da qualche anno viveva più a Milano che nella villa di Istia, voluta e tirata su dal padre Alfonso Marzocchi, uno degli storici notai grossetani, morto nel 2014. Dopo aver convissuto per un periodo a Milano, i due coniugi avevano deciso di tornare a Grosseto in un appartamento in centro, anche se spesso andavano in villa, teatro dell’omicidio.

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