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Omicidio Sara Campanella

Gli ultimi istanti di vita di Sara Campanella, l’inseguimento e il tentativo di salvarsi: “Basta lasciami”

Sara Campanella aveva appena finito una lezione universitaria al Policlinico di Messina quando è stata raggiunta e uccisa dal presunto assassino, nonché suo collega, Stefano Argentino: gli inquirenti hanno ricostruito nel dettaglio gli ultimi minuti di vita dell’ennesima vittima di femminicidio in Italia.
A cura di Giorgia Venturini
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Aveva appena finito una lezione al Policlinico di Messina Sara Campanella, la 22enne uccisa a coltellate nel pomeriggio del 31 marzo a Messina. Era iscritta al corso di laurea in tecniche di laboratorio biomedico e tra pochi mesi si sarebbe laureata con una tesi in oncologia. Poche ore dopo l'omicidio è stato fermato Stefano Argentino, un 27enne compagno universitario della vittima.

Stando alle prime indagini, il ragazzo da due anni assillava la vittima perché non voleva iniziare una relazione con lui. L'avrebbe aspettata al termine della lezione e l'avrebbe colpita più volte con una lama ferendola mortalmente alla gola. Gli investigatori hanno ricostruito nel dettaglio gli ultimi minuti di vita di Sara Campanella, l'ennesima vittima di femminicidio in Italia. Nell'interrogatorio di garanzia di oggi mercoledì 2 aprile l'indagato ha confessato ma "non ha spiegato perché l'ha uccisa", ha spiegato il suo legale Raffaele Leone.

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L'omicidio è l'ultimo atto di due anni di molestie da parte di Stefano Argentino nei confronti di Sara. Le amiche della vittima hanno subito riferito ai carabinieri (sono state fondamentale affinché i militari si mettessero sulle tracce del 27enne) che già nel primo anno di università Sara era vittima delle attenzioni moleste del ragazzo, ovvero un loro collega di studi: con cadenza regolare le chiedeva di uscire e di approfondire il loro rapporto. Non si è mai fermato ai tanti rifiuti della 22enne.

Sara alle amiche aveva inviato gli audio che riceveva dal 27enne. Le amiche avrebbero raccontato che durante un'occasione Stefano Argentino era stato allontanato da Sara da una sua amica perché si era avvicinato alla vittima chiedendole il motivo del perché non gli sorrideva più come prima. Fino al giorno dell'omicidio.

Stefano Argentino ha pedinato e aggredito Sara Campanella: cosa si vede nel video

Nel pomeriggio del 31 marzo – come riporta l'ordinanza del fermo – il 27enne aveva atteso che Sara finisse la lezione al Policlinico: avrebbe chiesto alle sue amiche dove si trovasse per poi accorgersi che era rimasta indietro rispetto al principale gruppo di studenti. Così si sarebbe anche lui allontanato dal gruppo e si sarebbe messo a cercare Sara fino a quando l'ha trovata. E lei se ne è accorta perché ha mandato questo messaggio alle sue amiche: "Dove siete che sono con il malato che mi segue?".

I video delle telecamere di sorveglianza della zona mostrano il resto: si vede Stefano Argentino – che oggi ha ammesso le sue responsabilità – pedinare e avvicinarsi a Sara. I due avrebbero iniziato a discutere: le telecamere li riprende mentre svaniscono dietro un gabbiotto e ritornare su viale Gazzi. In un primo momento Sara cerca di allontanarsi ma viene raggiunta un seconda volta dal presunto assassino che questa volta la colpirebbe più volte con un coltello prima di tentare la fuga.

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I primi ad accorgersi di quello che sta accadendo sono una donna e un uomo fermi alla fermata del bus. Lei soccorre subito Sara e chiama il 112, mentre lui si mette all'inseguimento dell'aggressore non riuscendo però a raggiungerlo. Intanto altre persone corrono in aiuto della vittima: uno studente di infermieristica le ha tamponato la ferita che aveva al collo con la maglia. I testimoni raccontano che Sara avrebbe cercato, una volta accoltellata, di allontanarsi velocemente chiedendo aiuto. Piangeva ed era piegata dal dolore, fino a quando non riuscendo più a camminare è caduta a terra. In poco tempo sono arrivati i sanitari del vicino Policlinico: qui Sara purtroppo andrà in arresto cardiaco poco dopo e morirà.

Stefano Argentino fermato in un b&b di proprietà dei genitori

La notte successiva i carabinieri hanno fermato Stefano Argentino in un B&B dei genitori a 180 chilometri dal luogo del delitto. Oggi mercoledì 2 aprile si è sottoposto all'interrogatorio di garanzia davanti ai magistrati durato circa due ore. "Sono due tragedie, una è immensa e irreparabile, quella di Sara Campanella alla cui famiglia va il nostro pensiero. E un'altra famiglia che si trova in questa situazione difficile. Argentino ha confermato i fatti, senza scendere nei particolati, e ha risposto ad alcune domande", ha dichiarato l'avvocato Raffaele Leone aggiungendo che sulle "motivazioni del gesto non ha detto nulla". Alla domanda se il giovane si sia reso conto di quello che ha fatto il legale replica: "Sì, è in uno stato di profonda prostrazione". Alla domanda se si è mostrato pentito ha detto che "pentito è una parola grossa".

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