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Gli servono soldi per la droga, direttore dell’ufficio postale simula rapina in sede con due complici

Il direttore di un ufficio postale nel Bolognese avrebbe finto una rapina con l’aiuto di due complici per poter sottrarre il denaro alla filiale e pagare i propri debiti.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Aveva bisogno di soldi, così insieme a due complici aveva deciso di fingere una rapina ai danni dell'ufficio postale che dirigeva. Il tutto è stato scoperto dai Carabinieri della Compagnia di San Giovanni in Persiceto (Bologna) che hanno denunciato 3 persone accusate di simulazione di reato e peculato in concorso.

I fatti risaltano al 3 marzo 2020, quando i Carabinieri di San Giovanni avevano ricevuto la telefonata del direttore dell'ufficio postale che aveva dichiarato di essere stato minacciato con un coltello, derubato e chiuso in bagno nella filiale da due malviventi. Soccorso e liberato, l'uomo di 50 anni aveva riferito agli agenti di essere stato costretto ad aprire la cassaforte e consegnare 20.000 euro in contanti ai due rapinatori.

Ai carabinieri aveva detto che nell'ufficio non vi erano altri clienti o dipendenti al momento della rapina. Lo stabile, inoltre, non era dotato di sistema di videosorveglianza. Ai carabinieri che hanno avviato le indagini non sono sfuggiti alcuni particolari: il direttore, infatti, era stato chiuso in bagno con il cellulare che aveva poi usato per dare l'allarme (sebbene in ritardo). Uno dei rapinatori aveva inoltre dimenticato il coltello utilizzato per la rapina sopra il tavolo di uno degli uffici.

Proprio il coltello ha indirizzato le forze dell'ordine a scoprire la verità grazie alle tracce di materiale biologico presenti sul manico. Dagli accertamenti è apparso evidente che il 50enne vittima della presunta rapina ha avuto diversi contatti telefonici insoliti nei giorni precedenti.

Ascoltato più volte dalle forze dell'ordine a distanza di tempo, è caduto in contraddizione e sul suo conto corrente sono stati poi rilevati alcuni movimenti bancari in ingresso che non ha saputo giustificare.

I Carabinieri hanno quindi approfondito ulteriormente la vicenda, accertando così che il direttore dell'ufficio postale aveva problemi di tossicodipendenza che potevano avergli causato debiti importanti. Da poco aveva anche sostenuto le spese per l'acquisto di un'auto e la ristrutturazione di casa.

Per racimolare denaro, il direttore aveva quindi simulato la rapina avvalendosi di due complici, uno dei quali era vicino all'ambiente dello spaccio. I tre indagati ora rischiano il processo. Il direttore, prima della conclusione delle indagini, è stato trasferito per altra causa in un'altra sede delle Poste dalla propria amministrazione.

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