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Giovanna, bruciata viva a 19 anni per gelosia dalla ex moglie del suo compagno

Arsa viva dalla moglie dell’uomo di cui si era innamorata. Così è morta nell’agosto del 2003 a Trapani, la 19enne Giovanna Comunale, ustionata nell’incendio del camper dove dormiva con Giacomo Messina, dopo che l’uomo aveva lasciato la moglie. La ragazza aveva conosciuto la coppia nella chiesa evangelica che frequentava ed era stata da loro accolta in casa come una figlia.
A cura di Angela Marino
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L’assassinio di Giovanna Comunale è uno dei delitti più scioccanti degli anni Duemila. È il femminicidio di una donna commesso da un’altra donna. Il delitto brutale, col fuoco, compiuto da una moglie che aveva accolto in casa una ragazzina e che da lei si era vista ‘portare via il marito'. Un delitto figlio di una mentalità degradata e malata che colpevolizza, per il tradimento, solo la donna.

La storia di Giovanna Comunale

Siamo a Trapani, i Comunale sono una numerosa famiglia di religione evangelica. Papà operaio, mamma casalinga, quattro figli. Giovanna è la penultima, l’unica femminuccia, vezzeggiata e coccolata. Intorno ai quattordici anni di Giovanna, la famiglia subisce un lutto gravissimo, il papà si ammala di cancro e muore in pochi mesi. Per i Comunale è una perdita incolmabile, un evento che rovescerà completamente le loro vite. Mancando il pilastro della famiglia, i figli maggiori si mettono subito in cerca di lavoro per provvedere alle necessità di tutti. Alcuni migrano al Nord, ma la famiglia sprofonda comunque nell'indigenza. A confortarli, per fortuna, hanno la piccola, ma salda comunità della Chiesa evangelica, dove vanno tutte le sere per pregare, ma anche per trovare solidarietà, compagnia e conforto. C'è una coppia, tra tutti, che li accoglie e li supporta con sorprendente affetto. Rosa Di Maggio e Giacomo Messina, 34 e 37 anni, entrambi impiegati nell'impresa di pulizie del fratello di Rosa, ci sono sempre per la famiglia Comunale e, quando madre e figli sono costretti a lasciare la casa per un intervento urgente di manutenzione, gli loro le porte della loro.

Rosa di Maggio e Giacomo Messina

Per molti giorni la famiglia vive a casa della coppia, nel popoloso quartiere Villa Rosina di Trapani, come una grande famiglia. Si vogliono bene, si fanno compagnia, si sostengono, sono uniti dalla fede. A Michela, però, a un certo punto quella convivenza comincia ad apparire ambigua e sconveniente. Tra sua figlia, Giovanna e la coppia c'è una strana intimità. La sera Giovanna si infila nel loro letto e chiacchiera con loro fino a notte fonda. Marito e moglie non hanno figli e sembrano aver sviluppato per Giovanna un attaccamento genitoriale, soprattutto Rosa che la vezzeggia come una figlia. La ricoprono di regali, le organizzano feste di compleanno, la coccolano. Giovanna è contenta di quelle attenzioni e dei regali che la sua famiglia non può permettersi, ma soprattutto sembra particolarmente legata a Giacomo, che la cerca continuamente, la abbraccia, passa molto tempo da solo con lei. Arriva il momento in cui lavori in casa Comunale finiscono e con essi anche quella equivoca coabitazione e proprio allora Giovanna comincia a sembrare a dari segni di sofferenza. È smaniosa di uscire di continuo per andare a trovare Rosa e Giacomo. Sua madre è preoccupata, perplessa, non sa come riportare a casa quella figlia testarda.

L'allontanamento da casa

Un giorno, dopo l'ennesima protesta di Giovanna che si rifiuta di apparecchiare la tavola, Michela perde la pazienza, vola uno schiaffo. Giovanna esce, sparisce, va a farsi consolare dagli altri genitori. Quando sua madre nota che tarda a rincasare, disperata va in Questura, ma è proprio la Polizia a raccontarle che Giovanna sta bene, è andata da loro qualche ora prima per denunciare di essere vittima di maltrattamenti in famiglia. È il colmo della misura, Michela è disperata, eppure impotente. Giovanna, infatti, che cercava, in quel modo, di ottenere da minorenne, la libertà da sua madre, viene collocata dai Servizi Sociali in un istituto per minori, da dove sgattaiolare a casa di Rosa e Giacomo, come era solita fare, è difficilissimo. Mancano pochi mesi al compimento dei suoi 18 anni, Michela spera che allora tornerà a casa da lei. Quando arriva il giorno del suo diciottesimo compleanno la aspetta a casa, augurandosi che sia finalmente finita quella follia, ma dall'istituto l'avvertono che la ragazza è andata via con altre persone, Rosa e Giacomo, non ci sono dubbi.

Il camper e la fuga d'amore

Mentre Michela e i suoi figli si angustiano per aver perso Giovanna, nell'altra casa, quella dei Messina, è scoppiata una bomba emotiva. Giacomo ha annunciato alla moglie di volersene andare di casa per stare con la nuova compagna: Giovanna. Rosa, che non aveva voluto sentire ragioni neanche quando la stessa Michela le aveva insinuato per la prima volta il sospetto di una relazione tra Giovanna e suo marito, è ora costretta ad accettare la realtà. I due se ne vanno insieme dalla casa di Villa Rosina e si sistemano in un furgone adattato a camper, che parcheggiano al centro di una proprietà di famiglia in campagna. Rosa non si rassegna, più volte irrompe nel camper per cercare di riportare a casa suo marito, alle brutte si arrabbia, insulta. In uno dei soliti blitz Giacomo la rincorre con una pala, urlandole di lasciarlo in pace con la nuova compagna. Giovanna affronta tutto questo con l'ingenuità e l'ostinazione di una ragazza di ormai 19 anni. Giacomo, con il quale ha iniziato la storia era iniziata forse proprio quando Giovanna era un'adolescente, è altrettanto innamorato e fermo nella sua decisione.

Il delitto di Trapani

Una notte di fine agosto, mentre i due amanti stanno dormendo abbraccianti nel furgone, Rosa decide di consumare la sua vendetta. Raggiunge il camper a bordo della sua auto, in mano ha una tanica di benzina. Alle prime luci dell'alba, senza che nessuno la veda si avvicina furtiva al mezzo, innaffiandolo con il liquido infiammabile. In pochi attimi le fiamme avvolgono il furgone, Giacomo balza fuori urlando, Giovanna resta dentro, viene eiettata fuori dallo scoppio della piccola bombola del gas del cucinino. È una torcia umana quando un contadino che ha sentito l'esplosione le presta i primi soccorsi. Presto nel campo alla periferia di Trapani ci sono ambulanze e forze dell'ordine, completamente carbonizzata Giovanna riesce a dire con l'ultimo filo di voce: "È stata Rosa". Nel frattempo la donna, che è rimasta ustionata da un ritorno di fiamma, si è fatta accompagnare in ospedale da un parente. E ora sono tutti ricoverati, marito, moglie e la figlia-amante. Giovanna spira due giorni dopo, mentre gli altri vengono dimessi di lì a poco con ustioni guaribili in pochi giorni. Giovanna viene sepolta con rito evangelico, alla presenza dei fedeli della chiesa, circa 30 persone. Da anni non frequentava la chiesa per i ‘peccati' che pensava di aver commesso.

Rosa Di Maggio oggi

Rosa Di Maggio è stata condannata per omicidio e tentato omicidio a 16 anni di carcere. Ha scontato la sua pena e oggi è una donna libera. Dopo il delitto disse: "Non sono pentita, se lo meritava, mi aveva rubato il marito".

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Giornalista dal 2012, scrittrice. Per Fanpage.it mi occupo di cronaca nera nazionale. Ho lavorato al Corriere del Mezzogiorno e in alcuni quotidiani online occupandomi sempre di cronaca. Nel 2014, per Round Robin editore ho scritto il libro reportage sulle ecomafie, ‘C’era una volta il re Fiamma’.
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