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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, il vasetto di Fruttolo e l’EstaThe: perché anche i rifiuti di casa Poggi potrebbero essere analizzati

Dopo 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi si torna ad analizzare i reperti trovati sulla scena del crimine: tra gli oggetti che potrebbero essere al centro dell’incidente probatorio c’è anche quello che è stato trovato (e conservato) nella spazzatura della villetta di Garlasco il giorno del delitto.
A cura di Giorgia Venturini
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Spetta ai giudici della Corte di Cassazione decidere se riaprire il giallo di Garlasco o assolvere in via definitiva Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Lui, unico imputato, non sarà presente.
Chiara Poggi.
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C'è un documento consegnato alla Procura di Pavia firmato dal genetista Carlo Previderé, incaricato dai magistrati per l'ultima perizia sul delitto di Garlasco dello scorso anno, in cui elenca i campioni biologici e i reperti relativi all'omicidio di Chiara Poggi rinvenuti (e quindi ancora conservati) all'Unità di Medicina Legale e Scienze Forensi dell'Università degli Studi di Pavia. Un elenco punto per punto. Questo documento è stato consegnato ai magistrati il 20 marzo. Ma quanti di questi reperti saranno oggetto dell'incidente probatorio di cui è stata affissata l'udienza il 9 aprile?

Dopo 18 anni si torna a indagare sull'omicidio del 13 agosto 2007 quando perse la vita Chiara Poggi. L'unico condannato a 16 anni di carcere è Alberto Stasi, il fidanzato della vittima, mentre ora – per la terza volta – la Procura di Pavia ha aperto un fascicolo su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, per concorso in omicidio con ignoti o con lo stesso Stasi. Nei suoi confronti ci fu un'archiviazione nel 2017 e nel 2020. Dopo 18 anni si torna ad analizzare i reperti del caso. O meglio, oggetti che "non sono mai stati sottoposti ad analisi genetica o hanno fornito un esito dubbio o inconclusivo, potendo tuttavia ora essere utilmente sottoposti a indagine genetica alla luce dell'incremento della sensibilità analitica raggiunta dai più recenti kit commerciali di caratterizzazione del profilo di dna e della più evoluta strumentazione di laboratorio, non essendo poi, evidentemente, mai stati comparati con il dna dell'attuale indagato", si legge nella richiesta dei pm al gip per eseguire l'incidente probatorio. Ma quali sono questi oggetti elencati dal consulente della Procura Carlo Previderé e conservati ancora nel reparto di Medicina Legale all'Università di Pavia?

Si tratta di vari campioni recuperati il giorno del delitto sulla scena del crimine. Ovvero: una busta con l'etichetta "Capelli + muscolo addominale"; un sacchetto di plastica con la dicitura "Tamponi salivari di Diego Portinari, Massimo Bernardi, Gianni Pasquali"; una serie di tamponi di dna, tampone vaginale, tampone rettale e altri tamponi orali. Ma anche 27 reperti con tanto di foto e relazione tecnica del Ris di Parma, che analizzò per primo il materiale genetico subito dopo l'omicidio. E ancora: una busta con i tamponi salivari di Giuseppe Poggi, Rita Preda, Marco Poggi, Rosa Maria Assunta Poggi, Stefania Cappa. Infine, una busta di carta con la dicitura "tamponi salivari di Alberto Stasi". Il genetista nel suo documento ha precisato che sono stati conservati in un freezer a meno 20 gradi.

Ad attirare l'attenzione sono una serie di altri reperti contenuti in un plico a forma di parallelepipedo sigillato con nastro adesivo con tanto di spago e sigillo in metallo. Sopra al plico c'è un foglio di carta della Legione Carabinieri della Lombardia – Compagnia di Vigevano. In questo plico sono stati custoditi per 18 anni "un piattino di plastica, due vaschette vuote di fruttolo, un contenitore vuoto di Esta The con cannuccia, plastica della confezione del fruttolo, confezione di plastica vuota contenente all'origine verosimilmente biscotti, un sacchetto di plastica di coloro celeste utilizzato come pattumiera, due sacchetti di plastica di colore celeste utilizzati per effettuare operazioni di ispezioni e repertamento del contenuto della spazzatura e un sacchetto contenente dei cereali". Ma perché questi oggetti trovati in parte nella spazzatura della famiglia Poggi il 13 agosto del 2007 sono stati conservati per 18 anni? Soprattutto sono mai stati analizzati? Lo saranno ora?

Lo spiega così a Fanpage.it il genetista consulente fin dall'inizio della famiglia Poggi, Marzio Capra: "Penso che il pubblico ministero abbia dato l'incarico a Carlo Previderé di controllare anche quali reperti sono rimasti del caso. Quindi lui ha fatto questo elenco". Poi entra nel dettaglio spiegando i reperti trovati nella spazzatura e sequestrati il giorno dell'omicidio: "Le due vaschette vuote di fruttolo e gli altri reperti erano nei rifiuti. Il sacchetto di cereali era probabilmente quello trovato in casa dal momento che quella mattina Chiara Poggi è stata uccisa poco dopo aver fatto colazione".

Ma erano mai stati analizzati questi elementi? "No, perché ininfluenti. Non c'erano evidenze che l'assassino avesse toccato il bidone della spazzatura. Mentre i cartoni della pizza erano stati analizzati perché toccati dalla vittima e da Stasi la sera prima". Per poi aggiungere: "Questo materiale è stato sequestrato subito ed è stato deciso di metterlo via in sicurezza perché erano oggetti che potevano essere deteriorati nel tempo. Se però non c'è un'ipotesi investigativa non ci si mette ad analizzare questi reperti. Senza contare che nella spazzatura si trova sicuramente il dna, ma che valore ha?".

Adesso che si ritorna a indagare "qualcosa deve essere analizzato. Contando che il maggior numero di reperti sono già stati consegnati alla famiglia Stasi e alla famiglia Poggi". Verrà analizzato quindi ora, 18 anni dopo, il contenuto della spazzatura della villetta di Garlasco? "Non so se ci sono altri reperti mai analizzati oltre a questi francamente. Tutto quello che era stato giudicato utile è stato analizzato. Noi 15 anni fa avevamo chiesto di analizzare il materiale trovato sopra un martello, non era stato ritenuto rilevante a suo tempo".

Una cosa è certa però: la spazzatura – anche ultimamente – è al centro della nuove indagini. Nel 2023 (anno in cui la Procura ha avviato le ultime nuove indagini sul caso) gli investigatori avevano sequestrato la pattumiera di Andrea Sempio e di sua cugina. Cosa cercassero anni dopo non è chiaro: forse il dna ufficiale di Sempio? Così come il 20 novembre del 2023 anche alla famiglia Poggi era stata sequestrata la pattumiera dove erano stati trovati 4 mozziconi di sigarette. Anche in questo caso bisognerà attendere i dettagli dell'incidente probatorio per capire se serviranno a qualcosa i mozziconi di sigaretta o il contenitore vuoto del fruttolo.

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