Garlasco, cosa chiede la Procura su Sempio e perché le nuove tecnologie potrebbero davvero riaprire il caso

Per la Procura di Pavia la nuova tecnologia di laboratorio potrebbe essere fondamentale nell'incidente probatorio che riaprirebbe in modo definitivo il caso sul delitto di Garlasco del 13 agosto 2007 in cui morì Chiara Poggi. Il pubblico ministero lo ha fatto presente nella sua richiesta di procedere con i nuovi accertamenti al giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli: il 31 marzo è arrivato il via libera e il prossimo 9 aprile si terrà l'udienza in cui verrà nominato ufficialmente il perito, il professore Emiliano Giardina. Si tratterà di una perizia genetica forense. Questo vuol dire che al centro delle nuove analisi ci sarà la comparazione del materiale genetico trovato sui reperti dell'omicidio ancora disponibili con i dna di tutte le persone di sesso maschile che hanno frequentato casa Poggi: compreso dunque quello di Alberto Stasi, condannato a una pena di 16 anni di carcere per omicidio, e quello di Andrea Sempio, indagato per la seconda volta dalla Procura di Pavia (dopo una archiviazione nel 2017) con l'accusa di omicidio in concorso con ignoti o con lo stesso Alberto Stasi. Ma su quali basi dopo 18 anni dall'omicidio la Procura ha chiesto nuove analisi?
Come si legge delle carte del gip, il pubblico ministero avrebbe confermato con un suo consulente tecnico le conclusioni della difesa di Alberto Stasi. Ovvero aveva accertato "l'utilizzabilità del profilo genetico estratto dal materiale biologico rinvenuto sotto le unghie della vittima" e la "sua compatibilità con il profilo genetico riconducibile" ad Andrea Sempio, il cui dna è stato prelevato ufficialmente con un test salivare lo scorso 13 marzo nella caserma dei carabinieri di Milano ma in passato era stato ottenuto da una tazzina di caffè che aveva usato. Non è la prima volta che la Procura aveva fatto queste analisi: nel 2014 la Corte d'Appello bis nel processo ad Alberto Stasi aveva incaricato il genetista Francesco De Stefano per procedere con gli esami sulle unghie di Chiara Poggi.
Cosa scoprì lo ha spiegato a Fanpage.it: "Il dna presente in tutto il tessuto ungueale di Chiara Poggi che abbiamo analizzato era riferibile alla vittima. Era talmente tanta la sproporzione tra il dna di Chiara Poggi e il dna maschile che anche i test – fatti insieme con tutti i dna – erano risultati negativi per la presenza di dna maschile. Solo quando abbiamo provato a fare un'analisi che si rivolgesse al cromosoma Y abbiamo avuto qualche risultato. Sia chiaro, non un risultato completo per tutti i marcatori". Sulla base di questa perizia nel 2017 si arrivò all'archiviazione di Andrea Sempio. Negli ultimi anni quei risultati sono stati rivalutati in modo diverso dalla difesa di Stasi e dalla Procura: il materiale genetico è stato riconducibile all'indagato che si è sempre dichiarato estraneo all'omicidio.
Per la Procura adesso si deve procedere con l'incidente probatorio perché si è evoluta la "strumentazione di laboratorio". Confermando quindi veramente che la tecnologia potrebbe svelare nuovo materiale utile alle indagini? Quali reperti – contando che la maggior parte non sono più utilizzabili – saranno oggetto di queste nuove analisi? Ecco cosa ha scritto il pm nella sua richiesta al gip:
Dalle verifiche svolte presso l'Unità di Medicina Legale Scienze Forensi del Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina sperimentale e forense dell'Università di Pavia è emersa la presenza di campioni biologici e reperti della vittima Chiara Poggi, non oggetto della distruzione dei corpi di reato effettuata nel 2022, i quali nel corso dei pregressi procedimenti penali sull'omicidio di Chiara Poggi o non sono mai stati stati sottoposti ad analisi genetica o hanno fornito un esito dubbio o inconclusivo, potendo tuttavia ora essere utilmente sottoposti a indagine genetica alla luce dell'incremento della sensibilità analitica raggiunta dai più recenti kit commerciali di caratterizzazione del profilo del dna e della più evoluta strumentazione di laboratorio, non essendo poi, evidentemente, mai stati comparati con il dna dell'attuale indagato.
Sia chiaro un punto: nell'incidente probatorio il dna di Andrea Sempio non sarà l'unico al centro dei nuovi accertamenti. Il nuovo perito incaricato si concentrerà sulla "comparazione" tra i dna estrapolati in tutte le varie analisi per verificare l'eventuale "corrispondenza" non solo con quello di Sempio, ma pure con quelli di Stasi e di tutte le persone di "sesso maschile" che hanno frequentato casa Poggi. Quali saranno i reperti nelle mani del professore Giardina è ancora da capire nel dettaglio.