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Funerali Leonardo e Antonella, i fratelli morti nell’incidente di Massafra: “Eravate uniti e sorridenti”

Si sono tenuti a Massafra i funerali di Leonardo e Antonella Carucci, i due fratelli di 19 e 13 anni morti nell’incidente di domenica scorsa nel comune tarantino. Con loro è deceduto anche l’amico di Martina Franca, Leo Conte.
A cura di Chiara Ammendola
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I fratelli Leonardo e Antonella Carucci
I fratelli Leonardo e Antonella Carucci

Dolore, commozione e un profondo silenzio ha accolto l'arrivo delle bare di Leonardo e Antonella Carucci, i due fratelli di 19 e 13 anni morti nell'incidente stradale avvenuto domenica scorsa a Massafra. Nella chiesa del comune tarantino, quella di San Francesco da Paola, dove si sono tenuti i funerali ieri pomeriggio, sono accorse centinaia di persone per l'ultimo saluto ai due fratelli, una vicinanza che i genitori e la sorella Isabella hanno sentito fortemente.

Alle esequie ha partecipato anche il sindaco di Massafra, Fabrizio Quarto, presente con il consiglio comunale e con la giunta al completo. Oltre alle istituzioni anche i famigliari di Leonardo e Antonella, così come i gli amici e i compagni di scuola. Una città ancora sotto choc per il drammatico incidente avvenuto sulla ex strada Statale 581 dove l'auto dei ragazzi è finita fuori strada per poi schiantarsi contro un muro.

L'auto dopo l'incidente
L'auto dopo l'incidente

Nel sinistro è morto anche un terzo ragazzo, Leo Conte, i cui funerali si sono svolti nello stesso pomeriggio di ieri a Martina Franca, dove viveva. Tanti i ricordi condivisi da chi conosceva i due, come Rossana la cugina che racconta di due fratelli uniti: “Ovunque andava uno, andava l'altra – le sue parole durante il funerale – Leonardo, gentile con tutti, Antonella, sempre con il sorriso stampato in faccia”.

Leo Conte
Leo Conte

A celebrare la messa don Giuseppe Oliva che non è riuscito a nascondere la commozione: “La gente sta piangendo lacrime di dolore per i vostri figli – ha detto durante l'omelia – tutti si chiedono il motivo, ma è una domanda sbagliata. Tutti ci sentiamo impotenti. Immagino questi genitori come dei mutilati, a cui è stata strappata una parte di vita. C'è l'orfano, c'è il vedovo, ma non c'è un termine che descriva questa condizione. È indicibile. Io non ho figli, ma ho il cuore squartato”.

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