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È morta Margherita Villante, lo scorso luglio era stata azzannata dal pitbull della vicina di casa

L’aggressione del cane della vicina di casa lo scorso luglio a L’Aquila. Margherita Villante, azzannata insieme alla sorella, aveva riportato ferite gravi che l’avevano privata dell’uso delle braccia. Disposta l’autopsia.
A cura di Susanna Picone
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Non ce l’ha fatta Margherita Villante, la donna di 74 anni che dalla scorsa estate era ricoverata in ospedale dopo essere stata aggredita dal pitbull della vicina di casa nella frazione di Sant'Elia, all'Aquila. La donna è morta dopo aver lottato per sette mesi contro le conseguenze di quella aggressione che l’aveva privata dell’uso delle braccia.

Con la morte della signora si potrebbe aggravare la posizione della padrona del cane, una 60enne de L'Aquila, che potrebbe essere indagata ora per omicidio colposo. Intanto si attende l’autopsia per accertare l'eventuale nesso di causalità tra l'aggressione subita da Villante da parte del cane lo scorso luglio e la morte dopo sette mesi.

Era il 16 luglio scorso quando il cane della vicina di casa, sfuggito al suo controllo, si era avventato contro la settantaquattrenne e sua sorella, anche lei rimasta gravemente ferita. Le due sorelle erano in casa con la porta aperta per fare delle pulizie. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della polizia municipale, le due avevano aperto la porta di casa per gettare della spazzatura quando il cane era saltato addosso alla settantaquattrenne, facendola cadere, per poi aggredirla.

Nella speranza di fermarlo la sorella di Margherita era stata a sua volta azzannata e aveva riportato la frattura di una mano. Era stata lei poi a correre dalla vicina di casa per avvertirla dell’aggressione del suo cane: quest'ultima prima aveva tentato di allontanarlo con una scopa e poi anche con una mazza da baseball. Anche lei, seppur in modo non grave, a quel punto era stata aggredita dal pitbull.

Troppo gravi invece le ferite per Margherita Villante, che in questi mesi in ospedale aveva subito diversi interventi chirurgici e l’amputazione parziale di entrambe le braccia.

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