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Cosa si sa del bus caduto nel Po a Torino: nessun segno di frenata e l’ipotesi del malore dell’autista

Non ci sarebbero segni di frenata sull’asfalto del bus precipitato nel fiume Po a Torino. Questo potrebbe dimostrare che l’autista avrebbe avuto un malore prima dell’incidente. La Procura deciderà se procedere con un’autopsia.
A cura di Giorgia Venturini
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Si indaga per capire cosa sia successo al bus di Torino finito nel Po ieri mercoledì 26 marzo. Nell'incidente purtroppo è morto l'autista, non c'erano altri passeggeri a bordo. Ma perché il mezzo ha iniziato a indietreggiare senza riuscire a fermarsi?

Stando a una prima ricostruzione dell'accaduto, il bus ha iniziato a indietreggiare piano piano fino a quando non è caduto nel fiume. Non ci sarebbero stati segni di frenata sull'asfalto: tra le ipotesi quindi quella che l'autista, Nicola Di Carlo di 64 anni, si sia sentito male prima di cadere nel fiume oppure che non sia riuscito in qualche modo a fermare il bus. Il mezzo in pochi secondo ha distrutto le barriere ed è precipitato. Come si vede in un video tutta la retro è avvenuta in modo lento. Il comandante della polizia locale di Torino ha parlato di una "manovra anomala", segno che forse l'autista non stava capendo quanto stava succedendo. Sarà una possibile autopsia a chiarire se l'uomo è stato colpito da un malore prima dell'incidente. Nella vicenda sono rimaste ferite in modo lievi tre donne: sono state trasportate in codice verde in ospedale ma non sono gravi. Ci sono ancora indagini in corso.

Il bus turistico caduto nel Po
Il bus turistico caduto nel Po

Subito sono scattati i soccorsi. I sanitari sul posto hanno cercato di rianimare la vittima, senza riuscirci. Intanto i sommozzatori dei vigili del fuoco si sono subito immersi per controllare se non c'erano altre persone incastrate nel mezzo. Accertato di no, il bus è stato in poche ore tolto dall'acqua e messo sotto sequestro: si procederà con tutti gli accertamenti del caso per confermare o escludere un guasto tecnico. L'autista era alla guida del mezzo perché stava andando a prendere i bambini a scuola. I testimoni avrebbero riferito che il bus "ha fatto un tonfo fortissimo", come ha spiegato una studentessa che ha assistito alla scena. E ancora: "Chi lavora qui ai Murazzi ha preso i salvagenti ed è corso a prestare soccorso. Hanno spaccato i finestrini con quello che avevano in mano". Sul posto ieri si sono corsi anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, con l'assessore alla Sicurezza Porcedda e il comandante della Polizia Locale Mangiardi. Ora si attende di capire se la Procura deciderà di disporre l'autopsia.

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