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Condannato per abusi sessuali sulle pazienti, primario dell’ospedale di Mazara del Vallo si suicida

Si è suicidato ieri a 60 anni Roberto Caravaglios primario del reparto di Radiologia dell’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo: a dicembre era stato condannato per violenze sessuali su alcune pazienti.
A cura di Ida Artiaco
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Si è suicidato Roberto Caravaglios, 60 anni, primario del reparto di Radiologia dell’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo. È successo ieri sera intorno alle 20: l'uomo lo scorso primo dicembre era stato condannato a quattro anni e quattro mesi di carcere dal gup Annalisa Amato per violenze sessuali su tre pazienti.

Era stato processato con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo sulla pena prevista dalla legge. Il gup gli aveva inoltre, inflitto cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e uno dalla professione medica. I funerali si svolgeranno giovedì 19 gennaio alle 15 al Santuario della Madonna del Paradiso.

Caravaglios avrebbe commesso gli abusi su tre donne che, tra marzo 2016 e giugno 2020, si erano recate all’ospedale di Mazara del Vallo per alcuni accertamenti diagnostici. L’indagine, svolta dalla squadra mobile di Trapani, è scattata a seguito della denuncia presentata da una delle tre vittime. E la sentenza aveva sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio.

Secondo l’accusa, il medico avrebbe toccato le parti intime delle pazienti. Questo sarebbe avvenuto nel corso di un esame diagnostico denominato "isterosalpingografia". Sempre secondo l’accusa, nelle fasi preparatorie e durante l’accertamento, il medico avrebbe usato le mani per compiere "manovre" che non sarebbero state affatto necessarie.

Il processo si era tenuto a porte chiuse. Le tre donne, costituitesi parte civile, erano già state ascoltate in "incidente probatorio" dal giudice per le indagini preliminari. A loro il primario avrebbe dovuto versare, come risarcimento danni, 8 mila euro ciascuna, più le spese legali. L'Asp di Trapani era "responsabile civile".

Tanti i messaggi di cordoglio apparsi sui social network: "Io umanamente parlando, in base anche alle mie esperienze, posso solamente parlarne bene…So che era un validissimo professionista nel suo settore di competenza, sempre pronto ed attento alle vicissitudini ospedaliere", ha scritto Francesco; "Serio e professionale, con una grande passione per il suo lavoro, amico fidato. Troppo sensibile per questo percorso che non meritava… rip caro amico", ha scritto Teresa.

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