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Choc a Ravenna. Anziano costretto a mangiare feci dalle badanti: chiusa casa per anziani

Il provvedimento del Comune nei confronti della struttura ‘Villa Cesarea’. Le responsabili sarebbero due badanti romene, ma sul fronte penale il fascicolo è anche a carico del gestore della casa famiglia per l’ipotesi di reato di maltrattamenti in concorso.
A cura di Biagio Chiariello
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Avrebbero chiuso uno degli ospiti della casa famiglia – un anziano 94enne – dentro il bagno e una delle due badanti, bloccandolo con la forza, e dando vita a quello che la stessa polizia municipale ha definito “un episodio intollerabile”, avrebbe poi favorito l’azione della collega: quest’ultima raccolte le feci dell’anziano, prima gliele avrebbe spalmate sul viso, poi lo avrebbe obbligato a mangiarle.

La ricostruzione del Corriere di Romagna riguarda uno degli episodi che sarebbero avvenuti in una casa famiglia per anziani di Ravenna, la ‘Villa Cesarea‘, la cui attività è stata sospesa dal comune in seguito ad accertamenti della Polizia Locale scattati propri sui presunti maltrattamenti ai danni di del 94enne. L’ episodio in questione è stato denunciato due giorni dopo (era il 16 maggio) da una terza badante: una donna polacca testimone dell'accaduto e licenziatasi la sera stessa dopo avere raccontato tutto al marito. Le responsabili sarebbero due colleghe romene. Una sorta di punizione nei confronti dell’anziano ospite, refrattario all'igiene personale. Punizione che ha avuto fine quando l’anziano ha iniziato a sentirsi male: sul posto sono giunti i sanitari del 118, con il 94enne che ha accusato dei forti dolori al torace. La figlia lo aveva poi subito trasferito in un’altra casa di cura dove tutt'ora si trova.

Il provvedimento amministrativo, scattato per "pericolo per la tutela dell'interesse pubblico in materia di salute", è stato notificato ieri. Nella struttura sono peraltro stati trovati otto ospiti contro i sei previsti dalla norma. Sul fronte penale, il fascicolo, aperto dal Pm Cristina D'Aniello, oltre che sulle due badanti sospettate, è anche a carico del gestore della struttura per l'ipotesi di reato di maltrattamenti in concorso.

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