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“Chiamo dall’ospedale, possiamo operare suo marito”, ma l’ex operaio Ilva è morto di tumore da 2 anni

Antonio, 45 anni, è morto nel febbraio 2024. Pochi giorni fa, sua moglie, mamma di due figli, ha ricevuto una telefonata dall’ospedale. Ora ha deciso di raccontare a TarantoToday questa vicenda tra malasanità e dignità calpestata.
A cura di Biagio Chiariello
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"Suo marito può venire in ospedale per l'intervento." Questa la telefonata ricevuta da una donna pugliese qualche giorno fa. La sua risposta è stata immediata: "Ma quale intervento?". L'operatore ha spiegato: "Quello per il signor Antonio. Avete risolto?". "Sì, certo. Mio marito è morto nel 2024."

Antonio, ex operaio dell'Ilva di Taranto, padre di due figli, era affetto da un tumore al duodeno ed è deceduto a 45 anni, due anni fa. Da allora era in lista d'attesa per l'intervento. Quando la moglie è stata avvisata che finalmente c'era la possibilità di operarlo, ha pensato si trattasse di uno scherzo, come ha raccontato a TarantoToday.

La Asl di Taranto, dopo aver parlato con la donna, ha chiarito che "la convocazione, a un anno di distanza dal decesso", non è stata emessa dall'Asl Taranto, ma da un'altra azienda sanitaria che aveva preso in carico Antonio prima del trasferimento all'Ematologia del Moscati di Taranto". La Asl, quindi, si è dichiarata estranea alla vicenda.

La vedova ha anche raccontato che, prima di rivolgersi alle strutture sanitarie pubbliche, il marito era stato trattato dal medico di base con fermenti lattici per cercare di alleviare i forti dolori addominali. Da quel momento inizia la loro lunga odissea. Nel marzo 2023, il paziente si sottopone a un'ecografia addominale, seguita da una Tac, e infine si rivolge a un ematologo che conferma la diagnosi di linfoma.

Lo specialista spiega alla coppia che è necessaria una biopsia e quindi un radiologo interventista. A quel punto, la coppia, che aveva già speso circa 2.000 euro per visite e accertamenti specialistici, si rivolge a un medico a Taranto, l'unico che non ha richiesto soldi, il quale decide di ricoverare Antonio. Il paziente viene così ospedalizzato al Santissima Annunziata e sottoposto a un intervento chirurgico per la biopsia. Dopo due mesi, arriva la diagnosi di linfoma non Hodgkin a cellule T. Antonio inizia la chemioterapia, ma dopo un anno, purtroppo, muore.

Solo due anni dopo, arriva la possibilità di sottoporsi all'intervento, ma è ormai troppo tardi.

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