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Bimbo di 4 anni morto dopo cure omeopatiche, genitori a processo

Marcello Monsellato, 56enne psicoterapeuta di Miggiano, è stato inviato a giudizio insieme con la moglie Giovanna Pantale: il loro figlio era gravemente denutrito quando giunse all’ospedale di Tricase con una polmonite, che sarebbe stata trattata solo con medicinali omeopatici.
A cura di Biagio Chiariello
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Marcello Monsellato e Giovanna Pantaleo, i genitori del bimbo di quattro anni curato con omeopatiche poi deceduto all'ospedale di Tricase, in provincia di Lecce, andranno a processo con l’accusa di omicidio colposo. Se ci sia stata una correlazione tra quelle terapie mediche e la morte del piccolo lo stabilirà un giudice. E’ stato il gup Vincenzo Brancato a disporre il rinvio a giudizio dell’omeopata 56enne di Miggiano, ex responsabile dell’Istituto di dinamica comportamentale di Ferrara e presidente onorario dell’Amos, e della moglie. Il dibattimento inizierà il 24 febbraio.

La tragica vicenda risale all’ottobre del 2011 quando il piccolino sarebbe arrivato in ospedale già morto. Denutrito e sottopeso, con complicazioni gastrointestinali e polmonite batterica, secondo l’accusa. Tutta una serie di patologie che il padre non avrebbe curato con i rimedi tipici della medicina tradizionale. Trattamenti omeopatici, in particolare con tisane, che non sarebbero stati sufficienti per cercare di fermare la malattia che la aveva colpito. I primi a essere indagati per omicidio colposo furono tre medici dell’ospedale di Tricase.

 I genitori raccontarono che il bimbo era giunto vivo al nosocomio di Tricase e che i medici per circa un’ora gli avevano praticato senza successo alcune manovre rianimatorie. Chiesero alla Procura di accertare le responsabilità dei sanitari certi che non avessero fatto tutto il possibile per salvare il figlioletto ma, a distanza di poco tempo, si trovarono essi stessi indagati. La Procura del capoluogo pugliese aveva chiesto l’archiviazione di tutti gli indagati, ma il giudice ha archiviato solo la posizione dei medici, mentre per i coniugi Monsellato prima ha imposto l’accusa coatta e ora ha disposto anche il rinvio a giudizio.

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