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Azzurra muore a un mese dal parto. I genitori: “Vogliamo sapere la verità”. Indagati sei medici

La piccola era nata il 2 novembre all’ospedale di Gallipoli, ma poi è stata trasportata d’urgenza con un aereo militare al Bambino Gesù di Roma dove è morta il 1 dicembre. Le accuse ipotizzate sono quelle di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario.
A cura di Biagio Chiariello
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“Vogliamo soltanto sapere cosa è successo”. I genitori della piccola Azzurra hanno potuto tenerla tra le braccia solo un mese. Quando la piccola è morta all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma il 1 dicembre aveva infatti appena trenta giorni di vita.

Era nata nel pomeriggio del 2 novembre a Gallipoli. La gravidanza della mamma era andata bene, ma dopo il parto la neonata aveva iniziato a non stare bene e le sue condizioni sono peggiorato coi medici che le hanno riscontrato un’infezione da strafilococco. Poco dopo è andata in arresto cardiaco. Così a bordo di un aereo militare Azzurra è stata portata nella Capitale e nonostante le cure e l'assistenza di medici e infermieri il suo cuoricino ha smesso di sbattere.

La sua mamma e il suo papà ora vogliono sapere come sia potuto accadere. E per fugare dubbi e interrogativi, dopo la loro denuncia, è stata aperta un’inchiesta affidata al sostituto procuratore Alessandro Prontera.

Gli indagati sono cinque medici in servizio al reparto di ginecologia-ostetricia dell’ospedale di Gallipoli e il ginecologo che ha seguito la gravidanza della donna fino alla 34esima settimana.

Le accuse ipotizzate sono quelle di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. L'obiettivo è capire anzitutto se durante il parto la piccola ha accusato qualche sofferenza sottovalutata dai medici o se le complicanze sono subentrate subito dopo

"Azzurra non ha mai visto la luce esterna", spiega Giovanni Scarascia, l’avvocato della famiglia. "In ospedale è arrivata con una mamma sana e anche lei da un punto di vista genetico sembrava stare bene. Se è accaduto qualcosa è successo sicuramente in ambiente ospedaliero".

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