“Anche noi da bimbi vittime di abusi in chiesa”, decine di persone denunciano dopo il report a Bolzano
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Decine di persone hanno trovato il coraggio, denunciando di essere state a loro volta vittime di abusi nella chiesa cattolica altoatesina, dopo la pubblicazione del report sugli abusi nel gennaio scorso. Il documento, che indagava sui decine di casi di bimbi abusati nella chiesa altoatesina negli ultimi 60 anni, che ha coinvolti 24 preti passati per la diocesi di Diocesi Bolzano-Bressanone, infatti ha spinto altri fedeli a farsi avanti in questi primi mesi dell'anno,
Lo rende noto oggi la stessa diocesi di Bolzano-Bressanone spiegando che più di 20 persone colpite hanno contattato il Centro di ascolto diocesano nelle ultime settimane. Ulteriori segnalazioni sono arrivate anche attraverso altri contatti. La maggior parte dei casi segnalati si è verificata fra i 30 e i 60 anni fa. "Ogni segnalazione viene trattata con competenza e riservatezza e inoltrata agli uffici diocesani competenti o ai riferimenti delle comunità religiose e le persone colpite ricevono, a seconda della necessità, un sostegno psicoterapeutico, legale e spirituale" assicurano dalla diocesi.
Intanto un gruppo interdisciplinare di esperti, incaricato appositamente, ha iniziato la fase di analisi di quanto emerso dal rapporto commissionato a uno studio legale di Monaco di Baviera. Nel mirino la situazione dei 14 sacerdoti ancora in vita e accusati di abusi per i quali si stanno elaborando misure punitive da sottoporre alla decisione del vescovo.
"I sacerdoti coinvolti sono nella maggior parte anziani e da tempo non più in servizio. L'esame di ogni singolo caso è complesso e richiede un approccio differenziato. Finora il gruppo di esperti si è riunito tre volte ed ha esaminato la situazione di sei sacerdoti" spiegano dalla diocesi aggiungendo che "Le misure possibili includono il divieto di celebrare la Santa Messa in forma pubblica, un accompagnamento psicologico, la restrizione delle attività pastorali, in particolare nel contatto con bambini e giovani, il monitoraggio da parte di persone incaricate e i loro feedback regolari".