Alice Scagni uccisa dal fratello, la famiglia chiamò l’Asl 60 volte in un mese per chiedere aiuto
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Sessanta telefonate al centro di salute mentale in un mese e mezzo. Questo è quanto emerge dai tabulati depositati in vista del processo che inizierà domani in Corte d'assise a Genova. Le telefonate sono quelle di Antonella Zarri, mamma di Alice Scagni, uccisa dal fratello Alberto con problemi psichici il 1 maggio del 2022. La prima chiamata della donna che compare nei tabulati telefonici, secondo quanto riporta il Secolo XIX, è datata 10 marzo 2022, mentre l'ultima è stata registrata il 28 aprile, tre giorni prima dell'omicidio.
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Nei tabulati appaiono anche telefonate senza risposta o numeri occupati. I tentativi di mettersi in contatto con i medici testimoniano la consapevolezza della gravità della situazione e la volontà di tutelare Alice, l'intera famiglia e lo stesso Alberto. I tentativi, hanno sottolineato in diverse occasioni i due genitori, sono stati inascoltati.
Dopo l'omicidio di Alice, i genitori della donna hanno presentato un esposto per le presunte omissioni delle autorità relative alla malattia di Alberto. In quel fascicolo sono indagati due agenti della Questura e una dottoressa del centro di salute mentale.
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L'ultima telefonata del padre prima dell'omicidio
Poco prima del delitto, poi, sono iniziate le telefonate al 112 per chiedere l'intervento delle forze dell'ordine. "Cosa possiamo fare? – ha risposto un agente alla richiesta di aiuto di Graziano Scagni, padre dei due fratelli – Non ha mai denunciato suo figlio, non possiamo arrestarlo". La telefonata è agli atti dell'inchiesta per omicidio e per molto tempo la famiglia di Alice ha chiesto che la registrazione di quella telefonata fosse resa pubblica.
"Se questa persona si presenta sotto casa sua o di sua figlia manderemo una volante – ha continuato il poliziotto nella registrazione della telefonata -. Se Alice dovesse incontrare Alberto fuori dal condominio? Non lo so, non possiamo prevedere il futuro"