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Al via processo per omicidio Pomarelli, spunta l’aggravante: “Minorata difesa”

Si apre stamattina, 4 agosto 2020, il processo a carico di Massimo Sebastiani, imputato per aver aver ucciso la 28enne Elisa Pomarelli, il 25 agosto 2019. Per l’operaio di Carpaneto l’accusa si aggrava. Il sostituto Ornella Chicca, ha deciso di contestargli, oltre all’omicidio volontario e alla distruzione di cadavere, la circostanza aggravante della minorata difesa per aver approfittato di circostanze di luogo e di persona tali da ostacolare la difesa.
A cura di Angela Marino
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Si apre stamattina, 4 agosto 2020, il processo a carico di Massimo Sebastiani, imputato per aver aver ucciso la 28enne Elisa Pomarelli, il 25 agosto 2019, a Piacenza. Per l'operaio di Carpaneto l'accusa si aggrava. Il sostituto Ornella Chicca, ha deciso di contestargli, oltre all’omicidio volontario e alla distruzione di cadavere, la circostanza aggravante della minorata difesa per aver approfittato di circostanze di luogo e di persona tali da ostacolare la difesa. Non batte ciglio la difesa di Massimo Sebastiani, rappresentata dall’avvocato Mauro Pontini, il quale ha ritiene che l’aggravante non cambi il peso complessivo dell’accusa a carico dell'imputato.

Quanto ai funerali della vittima, dopo una lunga querelle burocratica per un documento mancante, non vi sarebbero ulteriori ostacoli alla celebrazione delle esequie che potrebbero essere fissate proprio il 25 agosto, a un anno esatto dal delitto. Domenica 25 agosto 2019, infatti, Elisa venne vista per l'ultima volta in compagnia di Sebastiani in una trattoria, intorno alle 14. Dal pomeriggio di quella entrambi sparirono nel nulla. Le ricerche della coppia vennero estese nei boschi intorno a Campogrande di Carpaneto mentre il fascicolo cambiava capo d'imputazione prima in sequestro di persona e poi in omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Dopo dieci giorni di latitanza, Sebastiani venne catturato in casa dell'ex suocero, Silvio Perazzi, dove era sempre stato nascosto. A denunciarlo proprio l'amico, poi indagato per favoreggiamento. Sebastiani confessò immediatamente il delitto.

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