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Addio alla Mivar, l’ultima fabbrica di televisori tutti italiani

La storica azienda fondata nel 1945 fermerà la produzione tra poche settimane mandando in mobilità gli ultimi 40 operai rimasti.
A cura di Antonio Palma
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Anche la Mivar, storico marchio italiano di televisori, sarà costretta a cessare definitivamente la propria produzione entro la fine dell'anno. Con la chiusura dell'azienda ancora guidata dal vecchio 90enne Carlo Vichi l'Italia dirà addio all'ultima fabbrica di televisori tutti italiani. La produzione di tv color si fermerà non appena si esauriranno le scorte della componentistica, probabilmente entro novembre, perché come annunciato dall'azienda non ne verranno acquistati altri. Per i circa quaranta dipendenti ancora rimasti in fabbrica si apriranno ora le porte della mobilità. In azienda rimarranno solo setto o otto tecnici che si occuperanno della manutenzione garantita per i 24 mesi dall’acquisto degli ultimi modelli.

Azienda in perdita da anni  – La Mivar fondata nel 1945 come laboratorio di componentistica per radio  ebbe il suo massimo sviluppo negli anni '60 quando iniziò la produzione di televisori a tubo catodico diventando uno dei leader in Italia con oltre 900 dipendenti. Con l'invasione di nuovi competitor sul mercato le quote di vendita si sono sempre più ridotte fin all'arrivo delle nuove tv di ultima generazione che hanno dato la mazzata definitiva. Come ha spiegato Giuseppe Viganò, segretario Fim-Cisl "l’azienda è in perdita dal 2001. Nel 2008 Mivar aveva ancora 500 dipendenti perché Vichi pur di non chiudere ripianava ogni anno le perdite".

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