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Opinioni

Altro che primarie, ecco le parlamentarie a 5 stelle (in salsa italiana)

Il Movimento 5 Stelle si prepara a scegliere i candidati al Parlamento per le imminenti elezioni politiche, fra (poche) polemiche ed una sola certezza: è finita la fase embrionale, ora si deve fare sul serio. Saranno all’altezza?
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Parlamentarie-Grillo

Mentre cala il sipario sulle primarie del centrosinistra (e proviamo ad interrogarci su cosa cambierà con la vittoria di Bersani), partono, per la verità un po' in sordina, anche le parlamentarie del Movimento 5 Stelle. Come vi stiamo raccontando, a sfidarsi sono in 1400, tutti rigorosamente già candidati nelle liste del Movimento, incensurati, non "in carica" come sindaci o consiglieri e "disponibili" ad affrontare la campagna elettorale sotto le insegne del capo politico Beppe Grillo. Sulle procedure la discussione è aperta, anche perché, come anticipato da Grillo, "il percorso per arrivare al voto on line è stato complesso, può essere che ci siano stati degli errori". Allo stesso modo, sui requisiti base abbiamo più volte sottolineato le nostre perplessità, per un meccanismo che certamente non brilla per inclusività e che declina in maniera discutibilissima il concetto di meritocrazia. Certamente però, si tratta del primo esperimento di scelta delle candidature al Parlamento online e "senza alcun filtro, dato che si sono candidati operai, casalinghe, professionisti, disoccupati, piccoli imprenditori, precari, impiegati statali, studenti. La vera anima del Paese".

Insomma, un passo in avanti da un certo punto di vista. Ma anche una grande occasione mancata, a dirla tutta. È evidente che lo sforzo di coinvolgimento e la volontà di mettere in campo un percorso condiviso meritano grande rispetto e considerazione. Così come non si può non sottolineare che, mentre gli altri partiti attendono le alchimie sulla legge elettorale, il Movimento rompe gli indugi e procede alla selezione della futura classe dirigente. Ed è certo che nell'ottica a 5 stelle i parlamentari sono semplicemente dei "portavoce" cui affidare istanze condivise ed approvate dal resto del Movimento. Però, va detto che la logica del "meno peggio" non è sempre l'unica risposta.

Perché il percorso è stato decisamente contorto e i criteri di trasparenza, democrazia e partecipazione sembrano completamente disattesi. C'è in effetti un vulnus che molto difficilmente potrà essere risolto dalla maggioranza "silenziosa" chiamata a votare e a scegliere i propri rappresentanti. Ne parlava con estrema chiarezza Fabio Chiusi nelle sue "20 domande sulle primarie del M5S", in particolare per quanto riguarda alcuni aspetti (del tutto inevasi dai "responsabili" della consultazione):

3 – Chi ha accesso alle informazioni sensibili?

4 – Come vengono scelte le persone che hanno accesso al Portale come amministratori?

7 – Quanti degli iscritti operano regolarmente?

9 – Come si pensa di garantire trasparenza nelle votazioni?

10 – Chi e come certificherà che le votazioni sono libere, reali e che il conteggio sarà corretto?

14 – Sarà possibile per tutti i cittadini verificare le operazioni di voto, scrutino e proclamazione degli eletti?

17 – Le informazioni sul voto essendo dati estremamente sensibili, da chi verranno gestite, archiviate e rese inaccessibili?

Perplessità del resto comuni anche a tanti militanti a 5 stelle, cui ci sentiamo di aggiungere qualche altro spunto di riflessione. In primis l'esiguità del tempo per valutare e scegliere fra 1.400 candidature, questione che cozza con lo spirito critico che Grillo da sempre pretende dai suoi sostenitori. Del resto, non serve neanche ribadire che "bisogna scandagliare solo i candidati della propria circoscrizione", dal momento che in buona parte dei casi, si tratta di cittadini sconosciuti o quasi (non attacca granché la manfrina del "lavoro sul territorio", dal momento che non c'è, come è giusto che sia, una indicazione dei meetup o dei gruppi di lavoto sul territorio). Sugli orari minimi di voto, davvero ogni parola sarebbe superflua: perché non ampliare la fascia oraria di voto?

Ma c'è un ultimo punto che meriterebbe maggiore considerazione ed è relativo al modo in cui i militanti a 5 stelle si rapportano alla quasi contemporanea consultazione del centrosinistra. Da una parte elenchi pubblici e comitati di garanzia, dall'altra nessun chiarimento di fondo. Da una parte accesso libero ed aperto, dall'altra restrizioni nell'accesso alle candidature e blindatura del voto. Da una parte 3 milioni di persone a decidere il leader della coalizione, dall'altra la scelta di rinviare la discussione sulla leadership, con il pretesto che "è il Presidente della Repubblica a scegliere il capo del Governo" (sacrosanto, per carità…ma è la legge elettorale vigente a stabilire la necessità di indicare il capo della coalizione). Da una parte un confronto pubblico in televisione fra i candidati, dall'altra video singoli e dibattito prossimo allo zero (perché dovrei scegliere Tizio, piuttosto che Caio? Basandomi su uno striminzito video di presentazione?). Eppure, quelle del centrosinistra sono "un teatrino, una buffonata, una inutile manifestazione dei servi di Monti, una recita inutile, un modo per nascondere la polvere sotto il tappeto, una finzione" (qualche citazione a caso dai commenti sul blog).

Tutto legittimo? Insomma. Perché oltre la critica giusta e doverosa, dovrebbe esserci anche una forma di rispetto nei confronti di chi la pensa diversamente. È la base della democrazia. Anche a meno di 5 Stelle.

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A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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