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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

“C’è il Dna di Andrea Sempio su due unghie di Chiara Poggi”: le conclusioni del genetista della procura

Secondo le conclusioni di Carlo Previderé, incaricato dalla Procura di Pavia di analizzare la traccia genetica che potrebbe fare avere nuovi risvolti al caso sul delitto di Garlasco, su due unghie di Chiara Poggi ci sarebbe il Dna di Andrea Sempio: “Perfettamente compatibile”.
A cura di Ida Artiaco
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Andrea Sempio
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Ancora una svolta nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco. Su due unghie di Chiara Poggi ci sarebbe il Dna di Andrea Sempio. Nello specifico, sui frammenti considerati c'è un Dna maschile che "perfettamente sovrapponibile" con quello attribuito dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio di Garlasco, al commesso 37enne, amico del fratello della vittima, nuovamente indagato per la morte della ventiseienne.

Sono le conclusioni – in possesso dell'Agi – del genetista Carlo Previderé, incaricato dalla Procura di Pavia di analizzare la traccia genetica che potrebbe fare avere nuovi risvolti al caso sul delitto del 13 agosto 2007.

Nella sua consulenza di 60 pagine l'esperto svela come dall'analisi "dei numerosi reperti" consegnati dai carabinieri di Milano "sono emersi cinque differenti aplotipi Y (cioè Dna, ndr), riconducibili a cinque differenti linee maschili". In particolare, le tracce genetiche sono state trovate sul quinto dito della mano destra e sul primo e quarto della mano sinistra della vittima.

"La comparazione di quattro di questi aplotipi con quelli parziali ricavati dai margini ungueali ha consentito di escludere che i soggetti (e tutti i loro parenti correlati in linea paterna maschile) siano venuti in contatto con le mani della vittima". Per contro, "uno dei cinque aplotipi ottenuti è risultato perfettamente sovrapponibile a quello identificato nella consulenza di Matteo Fabbri a cui anni fa la difesa di Stasi si è rivolta per ‘estrarre' il Dna di Sempio ‘rubato' da un cucchiaino, una tazzina e una bottiglietta d'acqua. Il risultato è compatibile" con la traccia sulla mano destra e sul primo dito della mano sinistra. "Escluso", invece, – si legge ancora nella consulenza – che la traccia sui frammenti dell'unghia del quarto dito della mano sinistra della vittima sia "riferibile" al (presunto) Sempio e ad Alberto Stasi. Conclusioni che da cui si riparte nell'incidente probatorio in cui si esaminerà, tra gli altri, il Dna prelevato lo scorso 13 marzo a Sempio.

La consulenza in questione è datata – sempre come riporta l'Agi5 febbraio 2024, il che indica che le indagini per una riapertura del caso di Garlasco sono iniziate da diversi mesi, anche se la notizia del nuovo indagato è recente. Nel fascicolo della procura – che contiene le relazioni fatte dalla difesa che insinua dubbi su Sempio e sulla misura delle impronte insanguinate lasciate dalle scarpe sul pavimento di casa Poggi – c'è anche l'elenco dei reperti su cui la Procura chiede approfondimenti genetici. E, in una riga, c'è anche il riferimento – ci cui abbiamo parlato oggi – di alcuni sequestri di spazzatura compiuti, nel novembre 2023, davanti a casa di una parente di Sempio, fuori dall'abitazione dell'indagato e davanti al negozio in cui lavora.

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