Mentre l’Italia aspetta i dazi di Trump, Mattarella dice che serve una risposta “compatta” dall’Europa

Tra poche ore, alle 22 italiane, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncerà i nuovi dazi reciproci, che entreranno in vigore subito, già da questa seta. Il presidente Usa insieme al suo staff ha lavorato fino alla fine per limare il piano, che colpirà le importazioni provenienti da tutti i partner commerciali. Sul suo social Truth, Trump ha ribadito che oggi, 2 aprile, "è il giorno della liberazione in America".
Non è ancora chiaro se l'idea è quella di fissare nuove tariffe universali, oppure diversi dazi reciproci, com livelli tariffari che variano da Paese a Paese. Un'ipotesi è quella di lanciare un piano ‘misto', con dazi fissi per un gruppo di Paesi e tariffe più alte per quelli che hanno con gli Stati Uniti i maggiori squilibri commerciali. Il governo Meloni vuole evitare l'escalation, e scongiurare la guerra commerciale, "che non avvantaggerebbe nessuno né Stati Uniti né Europa".
La presidente del Consiglio ha detto oggi che "I prodotti agroalimentari italiani sono richiesti in tutto mondo, a partire ovviamente dall'Europa. Bisogna ricordare che gli Stati Uniti sono il secondo mercato di destinazione, con un export salito nel 2024 del 17%. Il mercato statunitense per noi è fondamentale, è evidente che l'introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani, e penso sarebbe un'ingiustizia anche per molti americani, perché limiterebbe la possibilità di acquistare e consumare le nostre eccellenze solo a chi può spendere di più". Meloni comunque ha detto che "non esclude se necessario di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni".
Come ha spiegato il ministro del Made in Italy Urso, la strategia migliore per rispondere, invece di reagire ai dazi con nuovi dazi, è quella di "cogliere nuove opportunità di che ci sono sui mercati globali per le imprese italiane ed europee", realizzando "altri accordi bilaterali di libero scambio in Paesi emergenti come l'India, oppure Giappone, Vietnam, Malesia, Indonesia, Messico.
L'Unione europea sta pensando di rispondere in due fasi, ma comunque entro la fine di aprile, secondo quanto ha riferito la portavoce del governo francese Sophie Primas. Sulle possibili reazioni ai dazi americani è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo cui le nuove tariffe che scatteranno nelle prossime ore sono un "errore profondo" per cui da parte europea "serve una risposta compatta, serena, determinata". In pratica, Mattarella sta dicendo che l'Italia non può negoziare da sola.
Tajani d'accordo con il Presidente Mattarella: "Parole sagge"
Il vicepremier Tajani è convinto della necessità di agire come Unione europea, per rispondere alle nuove tariffe: "Vedremo quali sono i contenuti dei dazi americani, bisogna agire sempre a livello europeo. Se il dialogo non porta a risultati ci sarà una risposta europea. La linea della saggezza paga sempre, non bisogna reagire di pancia. La risposta non può che essere europea. Le parole di Mattarella sono sagge", ha detto Tajani parlando con i cronisti in Transatlantico.
Tajan non si è espresso però sui tempi di risposta: "Ogni paese reagisce come crede. Serve un tempo necessario, ma non si deve andare alle calende greche". La visita del vicepresidente Vance potrebbe essere una buona occasione per aprire un dialogo diretto con gli Usa: "Si parlerà anche di quello, è ovvio – ha detto Tajani – però arriverà poco prima di Pasqua quindi c'è ancora tempo, bisogna vedere quali saranno le scelte americane".
"Non dobbiamo reagire di pancia a dei dazi – è l'idea di Tajani -, dobbiamo valutare esattamente i contenuti, quali sono i danni che possono provocare nella nostra economia e poi, se non si riesce con il dialogo ad ottenere una situazione diversa, è ovvio che in tempi brevi ci sarà una risposta europea, perché la risposta non può che essere europea. Anche perché la competenza del commercio internazionale, per quanto riguarda gli accordi, è una competenza europea".
Boccia (Pd): "Mattarella sollecita risposta comune, Meloni che dice?"
"Abbiamo apprezzato le parole, come sempre efficaci e a tono, del Presidente della Repubblica. I dazi americani sono un ‘errore profondo’ e serve una risposta ‘compatta, serena, determinata’ da parte europea – ha dichiarato il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia – Il portavoce commerciale della Commissione europea, Olof Gill ha garantito che ci sarà una risposta, come già del resto affermato dalla Presidente Von Der Leyen. Giorgia Meloni, in modo incerto, pattinando tra Salvini e Tajani, ha detto che non dobbiamo fare guerre commerciali. A questo punto, su un tema così rilevante per la nostre economie e il futuro del Paese non sono più possibili ambiguità da parte del governo: la Presidente del Consiglio venga con urgenza in Parlamento a chiarire cosa intende fare il governo".