Il cardinale Ravasi sulle condizioni di papa Francesco: “Fatica a parlare, ma può comunicare col silenzio”

Papa Francesco "in questo momento certamente fatica a parlare eppure sono sicuro che trasmetterà messaggi persino con il suo silenzio". A parlare delle condizioni del Pontefice, da domenica in convalescenza a Casa Santa Marta dopo il lungo ricovero al Gemelli, è il cardinale Gianfranco Ravasi che è tornato sulle difficoltà di Bergoglio nel parlare dopo la grave infezione curata in ospedale.
Il Papa ha bisogno ancora di tempo, ha trascorso momenti molto difficili e lo stesso Vaticano anche ieri ha fatto sapere che sta continuando con la terapia medica e farmacologica e con la fisioterapia sia motoria che respiratoria, per la ripresa della respirazione e, appunto, del pieno uso della parola. "La comunicazione non è fatta solo di suoni. Non è solo verbale. Uno sguardo negli occhi può raccontare tantissimo. E poi c'è il silenzio che non sempre riceve la giusta collocazione sebbene faccia parte, a tutti gli effetti, della comunicazione. Esiste il silenzio eloquente che può valere dieci verbosi discorsi per esempio", ha detto Ravasi in una intervista al Messaggero.
Il cardinale ha ricordato quindi che esiste anche la comunicazione del corpo, pensiamo ad esempio al pollice in su domenica quando si è affacciato al balcone del Gemelli dopo oltre un mese di assenza. E ancora, continua Ravasi, "ci sono i messaggi visivi negli stessi limiti della persona. È possibile realizzare grandi cose nonostante forti impedimenti personali".
Il cardinale ha parlato anche di quelli che potrebbero essere i prossimi impegni di papa Francesco, che chiaramente è costretto a limitarsi e a non partecipare a molti appuntamenti a causa delle sue condizioni di salute. Sappiamo per certo che manderà solo un messaggio al Giubileo dedicato ai missionari della Misericordia (a cui è dedicata la tre giorni da venerdì 28 marzo a domenica), per quanto riguarda la Pasqua e gli eventi del Giubileo, tra questi la canonizzazione di Carlo Acutis il 27 aprile, Ravasi non vede "grossi problemi". Ma è tutto ancora da vedere.
"Purtroppo vi è spesso la tentazione a filtrare la realtà attraverso il funzionalismo, l'ansia da prestazione che viene portata all'estremo dalla cultura dominante traducendosi, se uno è limitato, a non fargli fare più niente, a essere messo da parte", così ancora riferendosi alla tanto denunciata cultura dello scarto da parte di Bergoglio. “Francesco ora è in convalescenza e saranno i medici a suggerirgli quando potrà riprendere un ritmo di normalità senza affaticarsi. Benché già da adesso egli può fare tantissimo”, ha detto ancora il cardinale.