Autovelox, Salvini spiega perché ha bloccato il decreto che li regola: “Non sappiamo quanti sono”

Dopo lo stop al decreto che avrebbe finalmente fatto chiarezza, dopo 33 anni, sulla disciplina degli autovelox, a seguito della sentenza della Cassazione dell'anno scorso che ha distinto tra dispositivi "approvati" o "omologati", stabilendo che solo i secondi sono da ritenere validi per le multe, il ministro Matteo Salvini ha spiegato durante il Question time alla Camera ha detto che gli accertamenti tecnici che si sono resi necessari serviranno a fare una ricognizione dei dispositivi istallati sul territorio. Dopo questo ‘censimento' non è chiaro se il ministero riscriverà un nuovo decreto.
Nel frattempo resta una situazione di incertezza per tanti cittadini impegnati nei ricorsi per multe ricevute a causa di autovelox non "omologati". Il decreto che è stato bloccato, infatti, avrebbe permesso, dal prossimo luglio, di considerare operativi gli strumenti dall'agosto del 2017 in poi, con il conseguente spegnimento di tutti gli altri apparecchi. Il problema è che dalla prossima estate, quando di solito si verifica il picco di presenze di automobilisti nelle strade, potrebbe esserci una situazione di caos, perché probabilmente, visti i tempi, la Commissione non farà in tempo a rispondere su un eventuale nuovo decreto, e quindi nella stagione dell'esito estivo continueranno a essere utilizzati dai Comuni dispositivi solo "approvati". La conseguenza inevitabile sarà la giungla dei ricorsi, e le multe continueranno a essere valutate nei prossimi mesi caso per caso.
"I dati rilevati da Polizia stradale e carabinieri ci dicono che con il nuovo Codice della Strada ci sono 61 morti in meno e 800 feriti in meno rispetto ai primi tre mesi dell'anno scorso. Spero che il buonsenso di chi guida in Italia porti a risultati ancora maggiori", ha detto Salvini all'inizio del suo intervento.
"L'autovelox furbetto, mal segnalato, utilizzato per ripianare i debiti di bilancio del comune è una tassa occulta sulla pelle di lavoratrici e lavoratori. Abbiamo approvato due decreti che mettevano chiarezza sul tema. Abbiamo trasmesso alla Commissione europea lo schema di decreto. Nel frattempo, il 14 marzo la Corte di Cassazione ha adottato una nuova pronuncia che accerta un quadro preoccupante, cioè la presenza di dispositivi privi non solo dei requisiti di omologazione ad oggi ancora mancanti ma anche dei requisiti minimi. Ho ritenuto necessario sospendere l'adozione del decreto, ritirare la notifica alla Commissione europea per accertamenti tecnici finalizzati a un preventivo censimento dei dispositivi in uso", ha spiegato Salvini.
Il ministro quindi ha voluto avviare un "preventivo censimento dei dispositivi in uso", lanciando "un'operazione trasparenza", per accertare che il numero dei dispositivi per il controllo della velocità esistenti.
"Non si sa quanti e quali autovelox ci siano sulle strade italiane", ha spiegato il ministro. "Con la collaborazione del ministero dell'Interno e dell'Anci – ha aggiunto – intendo quindi eseguire un'operazione trasparenza: una ricognizione di tutti i dispositivi di controllo della velocità attualmente in uso. Serve, infatti, accettare che il numero dei dispositivi attualmente utilizzati rispettino i regimi di approvazione. Tale ricognizione ci consentirà di approfondire le verifiche amministrative sulla presenza di eventuali dispositivi totalmente non conformi alle regole di approvazione. Solo alla luce di tali dati potremo capire l'impatto effettivo delle nuove regole di omologazione".
Già questa mattina in una nota il ministero dei Trasporti aveva fatto sapere che il vicepremier e ministro Matteo Salvini "è attentissimo al tema della sicurezza stradale, e in questo senso è doveroso evidenziare che sugli autovelox è scattata una ‘operazione trasparenza' a tutela dei cittadini. Solo in questo senso vanno letti gli approfondimenti che hanno consigliato la sospensione dello schema di decreto che regolamenta l'uso degli strumenti".
Nella nota si evidenzia come "nei primi tre mesi dall'entrata in vigore del nuovo codice della strada, i dati di polizia di Stato e carabinieri registrano risultati positivi: -20 per cento di vittime, -5,5 per cento di incidenti, -9 per cento di feriti. Significa 61 morti in meno in 90 giorni".