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Giorgia Meloni va al lavoro con la febbre e si ‘lamenta’: “Non ho diritti sindacali”

In un sms letto in diretta radio, con tono probabilmente scherzoso, la presidente del Consiglio Meloni ha detto di essere ancora influenzata: “Ma non avendo particolari diritti sindacali”, ha aggiunto, “sono a fare il mio lavoro”. Schlein: “La smetta di fare la vittima”.
A cura di Luca Pons
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata al centro di uno scambio di battute in cui si è ‘lamentata', con tono probabilmente scherzoso, delle sue condizioni di salute e di essere stata comunque obbligata ad andare al lavoro, "non avendo particolari diritti sindacali". È noto che negli ultimi giorni la presidente del Consiglio ha avuto l'influenza, tanto che ha dovuto rimandare il vertice con i sindacati sulla legge di bilancio – previsto questa settimana e spostato invece alla mattina dell'11 novembre.

Nel frattempo, però, alcuni degli impegni istituzionali sono continuati: ad esempio, Meloni ha incontrato il segretario della Nato Mark Rutte martedì. Ieri, quando i risultati delle elezioni negli Stati Uniti si sono consolidati, ha telefonato al nuovo presidente eletto Donald Trump per congratularsi e per "confermare la solida alleanza, il partenariato strategico e la profonda e storica amicizia" tra i due Paesi, stando a quanto ha scritto sui social. E questa mattina è volata a Budapest, dove si è svolto un vertice della Comunità politica europea.

Il siparietto è nato quando al deputato Marco Osnato, ospite su Rai Radio 1, è stato chiesto come stesse la premier. Il parlamentare di Fratelli d'Italia, presidente della commissione Finanze, ha quindi scritto un messaggio direttamente a Meloni: "Sono stato costretto da quelli di Un giorno da pecora a chiederti come stai". Dopo pochi minuti, lo stesso Osnato ha detto di aver ricevuto la risposta in diretta.

"Male in verità", avrebbe scritto Meloni. "Ma non avendo particolari diritti sindacali sono a Budapest per il Consiglio europeo a fare il mio lavoro. L'impegno di della presidente del Consiglio a Budapest continuerà domani, con la riunione informale dei capi di Stato o di governo nel Consiglio europeo. Poi Meloni tornerà in Italia, dove dovrà affrontare le numerose contestazioni che arrivano dalle opposizioni e da parti della società civile nei confronti della legge di bilancio del suo governo. In questi giorni il testo è approdato in Parlamento, le audizioni sono iniziate e presto si passerà agli emendamenti – con più di uno scontro atteso anche all'interno della maggioranza per le modifiche da apportare alla manovra.

In serata è arrivato il commento di Elly Schlein, che ha allargato la questione: "Da giorni ormai la destra se la prende con Cgil e Uil per aver indetto lo sciopero generale contro la manovra, con un attacco gravissimo al diritto di sciopero garantito dalla Costituzione". Alla "arroganza senza fine" del governo "si aggiunge la battuta di scherno della presidente Meloni che lamenta di non avere diritti sindacali", ha detto Schlein.

La leader dem ha attaccato: "La smetta di fare la vittima, che le vittime qui sono quei milioni di lavoratori che le scelte del suo governo stanno rendendo più fragili e ricattabili: negando il salario minimo e la legge sulla rappresentanza, estendendo i contratti a termine e i voucher, liberalizzando il lavoro somministrato. Il clima di scontro e di delegittimazione delle organizzazioni sindacali fomentato dal governo è del tutto inaccettabile".

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