video suggerito
video suggerito

La Camera ha confermato il taglio dei vitalizi a circa 800 ex parlamentari

Per i vitalizi parlamentari degli ex deputati resta il taglio in vigore dal 2018: niente da fare per i parlamentari che avevano fatto ricorso alla Camera. La sentenza di primo grado, elaborata dal Consiglio di giurisdizione di Montecitorio, ha stabilito che a differenza del Senato non ci saranno passi indietro sul taglio dei vitalizi.
A cura di Luca Pons
9 CONDIVISIONI
Immagine

Niente rialzo dei vitalizi parlamentari: per le pensioni dei deputati si continuerà ad applicare il taglio introdotto nel 2018. Lo ha deciso il Consiglio di giurisdizione della Camera, con una sentenza di primo grado firmata ieri contro i ricorsi di alcuni ex deputati presentati nel 2019. Il Consiglio, composto da tre parlamentari (la presidente Laura Cavandoli della Lega, Debora Serracchiani del Pd e Gianluca Vinci di FdI), ha stabilito per circa 800 ex deputati il vitalizio dovrà ancora essere calcolato con il metodo contributivo, introdotto nel 2012, e non con quello retributivo. Il risparmio stimato, per il 2024, è di circa 15 milioni di euro.

La questione dei vitalizi parlamentari è piuttosto complicata, ma vale la pena di ricordare che oggi i vitalizi non esistono più: sono stati cancellati nel 2012. Gli unici che possono ottenerli sono coloro che hanno svolto almeno cinque anni di mandato prima di quell'anno. Negli ultimi anni però il dibattito sia politico che legale si è concentrato sul taglio dei vitalizi maturati in passato.

Nel luglio 2018, una delibera promossa dal Movimento 5 stelle ha fatto sì che l'importo venisse ricalcolato e ridotto retroattivamente, già a partire dal 2012. In Senato, la stessa delibera è stata approvata ma poi duramente contestata negli anni successivi dagli ex senatori che si erano ritrovati con un taglio della pensione. Nel 2020 è arrivato un primo passo indietro di Palazzo Madama, con una riduzione del taglio (fatto partire dal 2018 invece che dal 2012). Infine, nel 2023 il taglio è stata cancellato del tutto. Questo comunque non significa che i senatori oggi in carica torneranno a ricevere il vitalizio, ma che chi lo aveva maturato prima del 2012 otterrà l'importo pieno e non quello ridotto.

L'anno scorso, dopo la decisione giuridica del Senato, la Camera aveva invece preso una direzione diversa: con un ordine del giorno approvato a larghissima maggioranza, si era chiesto di non rialzare i vitalizi, e sostanzialmente di non seguire l'esempio di Palazzo Madama sulla questione. Oggi è arrivata la prima decisione ufficiale sul tema dei vitalizi, rispondendo ai ricorsi presentati già nel 2019 con le stesse motivazioni di quelli presentati al Senato. Anche se si tratta solo di una sentenza di primo grado, è comunque un primo punto fermo nel dibattito.

Per i vitalizi degli ex deputati continuerà quindi ad applicarsi il metodo contributivo. Ci sono solamente due eccezioni. La prima riguarda i casi in cui il calcolo contributivo dà un importo più alto rispetto al ‘vecchio' sistema retributivo, cosa che può succedere ad esempio con chi è stato parlamentare per molte legislature: in questo, il vitalizio corrisponderà alla somma più bassa. La seconda eccezione invece riguarda alcuni casi specifici, riconosciuti già nella scorsa legislatura, che per motivi individuali hanno bisogno di avere accesso al vitalizio con l'importo non tagliato.

9 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views