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Opinioni

#Scuolebelle, il governo “costretto” a correggere i dati sullo stato dei lavori

Il buon giornalismo controlla passo dopo passo e sul sito cambiano i numeri ma con un metodo poco trasparente.
A cura di Valigia Blu
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Dare dei dati ufficiali per poi contraddirli, come se niente fosse, poco dopo una settimana. Questo è ciò che ha fatto il governo con #scuolebelle, il programma sull'edilizia scolastica del governo Renzi presentato il 4 luglio scorso, con cui l'esecutivo ha messo sul piatto 150 milioni di euro per il 2014 (e 300 milioni in attesa di essere sbloccati per il 2015) per piccoli lavori di manutenzione all'interno di "17.961 plessi scolastici". Ma andiamo con ordine.

Il 9 settembre scorso il ministero dell'Istruzione pubblica l'elenco degli interventi #scuolebelle realizzati fino a quel momento.

Sommando i dati della prima colonna si arriva alla cifra di 1465 lavori eseguiti a luglio e ad agosto.

Passata poco più di una settimana, Repubblica, lunedì 16 settembre, pubblica un pezzo di Corrado Zunino dal titolo indicativo «I numeri che non tornano sul sito del governo "Dalla Campania al Piemonte cantieri in ritardo"». Il giornalista denuncia che i dati aggiornati dello stato dei lavori in suo possesso mostrano che il numero dei lavori terminati è nettamente inferiore rispetto a quanto comunicato:

Il sito di governo dice che a luglio e agosto ci sono stati 1.465 interventi tutti eseguiti nelle scuole italiane, perlopiù ritinteggiature e piccole manutenzioni. L’aggiornamento ministeriale, che arriva a tarda ora, riduce ampiamente il “già fatto”: sono 918 “i lavori ad oggi terminati”, 547 in meno dell’annunciato.

Quindi paradossalmente, con il passare del tempo, i lavori conclusi nelle scuole invece di aumentare sono diminuiti. Lo stesso giorno, dopo la pubblicazione dell'articolo, sul sito del ministero dell'Istruzione esce un comunicato stampa con gli stessi dati sulla stato di avanzamento dei lavori di #scuolebelle in possesso di Zunino. Le nuove cifre ufficiali, rilanciate dal Miur su Twitter il 17 settembre, confermano in toto quanto scritto dal giornalista

Se si confrontano nel dettaglio regione per regione i differenti dati dei "lavori eseguiti" pubblicati il 9 settembre e quelli del 16 settembre dal Miur si vede come i primi resoconti dalle scuole nella maggior parte dei casi risultino troppo ottimistici, presentando una realtà distorta:

In Piemonte sono stati pubblicamente accreditati 41 cantieri scolastici aperti e chiusi, le cifre reali riducono l’eseguito a tre scuole. (…) I 42 cantieri accreditati all’Emilia Romagna sono, in realtà, zero. I 207 del Lazio solo 92. I 203 della Campania 72.

Dopo l'articolo di Zunino e la pubblicazione ufficiale dei nuovi dati da parte del Miur, sul sito governativo passodopopasso.italia.it, presentato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a inizio a settembre come uno strumento per verificare l'attività dell'esecutivo sulle riforme, viene modificata l'"infografica" che racchiude i dati delle manutenzioni su #scuolebelle.

Tabella prima della modifica. Clicca sull'immagine per ingrandire.
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Tabella aggiornata al 16 settembre. Clicca sull'immagine per ingrandire.
Tabella aggiornata al 16 settembre. Clicca sull'immagine per ingrandire.

Cambiano così le diciture delle colonne, l'intestazione, il lasso di tempo considerato e i numeri ma il colore, la grafica e soprattutto l'indirizzo della pagina restano gli stessi – basta vedere come la tabella che si apre cliccando nel link nel tweet del Miur del 9 settembre embeddato sopra non corrisponda allo screenshot -. In questo modo, però, non è possibile cogliere e quindi verificare che in un primo momento era stata raccontata una storia non reale sull'avanzamento dei lavori.

Un governo che vuole dimostrare trasparenza nel proprio lavoro da qui alla fine dei mille giorni, perché pubblica dati che mostrano uno situazione non veritiera, ottimistica, da propaganda? E se è stato un errore (di cui nessuno al ministero ha fatto caso fino al 15 settembre, il giorno precedente all'articolo di Repubblica), perché modificarlo in quel modo poco trasparente? Infine, visto quanto successo, chi ci garantisce che quanto certificato dal Miur sull'avanzamento dell'edilizia scolastica corrisponda al vero?

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