Quando Renzi diceva: “Non farei il segretario Pd per staccare la spina al Governo Letta”

In un libro dal titolo “Oltre la rottamazione” il sindaco di Firenze, lo scorso anno, parlava del suo partito e dell’Italia futura, riassumendo le sue idee politiche. Parlava della dignità e del coraggio della politica, e soprattutto della possibilità e la necessità, a un certo punto, di andare appunto oltre la rottamazione. Parlava del Governo Letta, nato da poco, e nel suo libro (come accaduto anche in altre occasioni) il sindaco di Firenze scriveva nero su bianco che non avrebbe preso il posto del suo compagno di partito. Circostanza che, invece, alla fine si è verificata: com’è noto il segretario del Pd Renzi in queste ore sta infatti incontrando gli esponenti dei vari partiti italiani per formare un nuovo esecutivo da lui guidato. Lo sta facendo nonostante l’amicizia con l’ex premier Enrico Letta, amicizia che il sindaco di Firenze descriveva in questi termini a pagina 28 del suo libro:
Non è solo per amicizia personale verso Enrico Letta che mai accetterei di fare il segretario del Pd per avere in mano la vita o la morte del suo governo. Ma è anche per una questione di dignità. Qui in ballo non ci sono semplicemente le carriere politiche o le ambizioni – del tutto legittime, s’intende – di singoli esponenti politici. Qui in ballo c’è l’Italia, che è il mio, il nostro Paese. Fare il tifo per l’Italia impone oggi di fare il tifo per Letta.
Renzi scriveva dunque nel suo libro il senso del fare politica, che per lui non era quello di prendere il potere a tutti i costi “per cui va bene tutto purché ci diano l’agognata seggiola”. In “Oltre la rottamazione” Renzi scriveva di fare politica per voler cambiare l’Italia, per cui se il governo era nelle mani di Letta gli avrebbe dato una mano.
