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L’eroe del giorno: FC Dolo 1909 e la dignità di un presidente

Una partita di calcio nel campionato Promozione: un tifoso insulta il giocatore di colore e il Presidente della squadra di casa decide di restituirgli i soldi del biglietto e allontanarlo dallo stadio.
A cura di Giulio Cavalli
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Lo stadio non ha curve e nemmeno mastodontiche tribune. Lo stadio del Dolo Calcio è uno di quelli in cui il sapore dell'erba umida ti si arrampica in gola, in cui un urlaccio del mister o una tacchettata sul parastinchi arriva fino alla strada provinciale. Mentre il calcio miliardario si spalma il fondotinta per le telecamere nei campionati di Promozione l'unico trucco concesso è il fango gelato che si incastra tra i tacchetti e sui bordi dei calzettoni.

Sabato sul campo del Dolo (siamo in provincia di Venezia nello stadio intitolato alla memoria del giornalista sportivo Walter Martire) la squadra di casa recuperava la 17 giornata del Campionato di Promozione Girone C contro i trevigiani del Vedelago e insieme agli sbuffi di brina dalla tribuna dei tifosi di casa si è alzata la voce di un tifoso. Il giocatore della squadra ospite Gansane (africano, classe 1998) era rimasto a terra in uno scontro di gioco. Uno di quegli scontri che qui, in Promozione, rimbomba sordo come uno scontro di sassi.

«Sporco negro, vai a raccogliere le banane» ha urlato il razzista travestito da tifoso. Con quell'urlo arrabbiato e cieco che negli stadi chissà perché sembra concesso. Ma questa volta, a Dolo, non ha riso nessuno e non si è nemmeno fatto finta di niente. Non saremo una squadra da champions, deve avere pensato il presidente del Dolo Alessandro Coletto, ma ci teniamo stretta la lealtà come se fosse un coppa: e così Coletto ha rintracciato il tifoso, senza nemmeno bisogno della prova televisiva, e gli ha restituito gli otto euro del biglietto cacciandolo dallo stadio. “Voglio che il messaggio sia chiaro – ha detto il presidente Alessandro Coletto – piuttosto pago io pur di tenere fuori dal nostro campo sportivo i razzisti.”

Il Dolo alla fine ha incassato la sconfitta. Un 2 a 1 che la tiene a galleggiare a centro classifica. Ma c'è da scommettere che gli dei del calcio, lassù in cima, non si sono persi nemmeno un minuto di un match in cui è stata la lealtà, alla fine, a stravincere. La storia è una di quelle destinate a rimanere.

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