Colpo alla ‘ndrangheta, 35 arresti e sequestro di beni milionario: smantellata cosca crotonese

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Il blitz ha visto impegnati dall’alba di oggi oltre 250 militari della Guardia di Finanza di Crotone e di altri reparti delle Fiamme gialle calabresi con la collaborazione dello Scico. “È stata smantellata una potentissima locale di ‘ndrangheta”, ha spiegato il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri.
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Una vasta operazione di polizia per il contrasto alla criminalità organizzata è in corso dall'alba di questa mattina di mercoledì 29 maggio nel territorio della Provincia di Crotone. Il blitz ha visto impegnati oltre 250 militari della Guardia di Finanza di Crotone e di altri reparti delle Fiamme gialle calabresi con la collaborazione dello Scico (il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata) e ha portato all'arresto di 35 persone ritenute in qualche modo legate alle cosche di ‘ndrangheta locale. I Finanzieri hanno eseguito 35 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto a carico di altrettante persone su indicazioni della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catanzaro che da tempo indagava sul gruppo criminale .

Per gli arrestati le accuse a vario titolo sono pesantissime e vanno dall'associazione di tipo mafioso al traffico di stupefacenti, dall'estorsione all'usura, dal porto e detenzione illegale di armi all'intestazione fittizia di beni. Tutti reati aggravati dalle modalità mafiose. Nell'ambito della stessa operazione i finanzieri hanno provveduto anche al sequestro di numerosi beni mobili e immobili per un valore di milioni di euro. Come ha annunciato il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, l'inchiesta della Dda calabrese e l'operazione di oggi, denominata “Malapianta”, sono servite a smantellata una "potentissima locale di ‘ndrangheta", una rete della malavita organizzata. Nel mirino degli inquirenti sono finiti giovani ventenni ma anche anziani ultrasessantenni e persino un 75enne e un 80enne.  I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della giornata dagli investigatori, dal procuratore aggiunto Luberto e dallo stesso  procuratore Gratteri

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