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Berlusconi e gli 11 milioni trasferiti a Santo Domingo per Dell’Utri

La Procura di Palermo vuole far luce su un bonifico milionario fatto dal Cavaliere al suo “amico di sempre”, ora indagato per estorsione ai danni proprio di Berlusconi. Alcuni di quei soldi furono trasferiti nel paradiso fiscale centroamericano. Il tutto alla vigilia della sentenza di cassazione contro lo stesso Dell’Utri …
A cura di Biagio Chiariello
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Berlusconi e gli 11 milioni trasferiti a Santo Domingo per Dell'Utri

Non è semplice capire cosa c'è dietro quei 40 milioni che Silvio Berlusconi ha versato al suo fedelissimo senatore Marcello Dell'Utri, già imputato di concorso in associazione mafiosa e che da qualche giorno indagato per estorsione ai danni del Cavaliere e della figlia Marina. La Guardia di finanza e la Procura stanno cercando di fare quadrato intorno ai quei flussi di denaro. Qualche dettaglio è emerso in questi ultimi giorni. Ci sarebbero 15 milioni di euro versati dall'ex premier e smistati su un misterioso conto aperto in una banca di un qualche paradiso fiscale. Gli inquirenti non rivelano il nome del Paese, ma in tal senso aiutano due articoli pubblicati dal Corriere della Sera e Repubblica, che parlano di un bonifico milionario risalente all'8 marzo scorso, vigilia della sentenza della Cassazione che ha annullato la condanna per mafia di Dell'Utri. Ecco quanto scrive il Corsera:

Il pagamento aveva la formale giustificazione della compravendita di una lussuosa villa sul lago di Como, il cui prezzo fissato a 21 milioni di euro fu molto superiore a una valutazione di pochi anni prima. Berlusconi ne versò in contanti un po’ più di 15, il resto andò alle banche per estinguere i mutui che evidentemente aveva acceso Dell’Utri. Di quei 15, 11 furono quasi subito trasferiti in un conto del Paese centroamericano. I magistrati stanno già preparando le richieste di rogatoria per capire meglio la destinazione e l’uso di quei soldi, che evidentemente rappresentano buona parte del pagamento effettuato da Berlusconi. L’unico, tra tutti, con una giustificazione formale nonostante l’ipotetica sopravvalutazione della villa.

La nuova indagine ai danni di Dell'Utri, filone dell‘indagine sulla trattativa mafia-Stato, mira a far luce sullo scopo di quel bonifico. La Procura di Palermo ipotizza, come detto, il reato di estorsione ai danni di Berlusconi da parte dell'"amico di sempre", l'ambasciatore di Cosa nostra a Milano, come lo dipinge la sentenza della Cassazione. Quel danaro è servito a comprare il silenzio di Dell'Utri su eventuali prove della collusione mafiosa tra Berlusconi e i padrini mafiosi? Dell'Utri respinge le accuse e punta il dito contro il procuratore aggiunto Ingroia: «È un fanatico, un ayatollah», si sfoga dai microfoni della "Zanzara", su Radio24. E si scatena: «La trattativa? Se si è trattato di evitare guai peggiori è stata la cosa giusta. Anche se con la mafia non bisognerebbe mai trattare».

A difesa di Berlusconi arriva il solito Ghedini: «Se le notizie apparse sui giornali fossero vere, vi sarebbe da parte della Procura di Palermo una totale distorsione della realtà. La sentenza della Cassazione su Dell'Utri ha categoricamente escluso che mai vi sia stata una qualche commistione fra la nascita di Forza Italia e la mafia».

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